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Annata dannata

Annata dannata. E ho detto tutto. Pare la soluzione di un gioco enigmistico (aggiunta di iniziale) e invece non lo è. Costituisce solamente la dura, maledetta realtà. 2020 che ci ha tenuto schiavi, con un macigno sul capo, per tutti gli accadimenti successi, anche sportivi.

E meno male che è l’anno con il febbraio “lungo” (anno bisesto, anno senza sesto) che ci aveva avvertito, secondo la credenza, che non la si passava liscia, ma chi avrebbe immaginato tutto ciò? Un piccolissimo, dannatissimo virus che blocca il mondo con i suoi abitanti, la sua economia, il suo muoversi frenetico… stop! Tutti fermi, a casa, con le maschere per strada, lontani da tutto e da tutti.
E ovviamente anche lo sport ne è stato vittima. Si è fermato tutto, troppi rischi, troppe restrizioni alla ripresa, paura che tutto torni a bloccarsi a causa di un episodio isolato. Siamo stati troppo prudenti? Sì, no, forse, chi può dirlo? Altre nazioni hanno fatto scelte diverse (e nella maggior parte dei casi non hanno pagato) e la vita è continuata come prima, altre più restrittive hanno messo paletti più alti, con risultati evidenti ma con un crollo del lavoro e della produzione, eventi e realtà sportive inclusi.Così, tra campionati che si fermano definitivamente senza verdetti o con promozioni assegnate a tavolino e altri che riprendono timidamente ma con calendari da brivido sotto il caldo di luglio (scusate l’ossimoro…), il solo calcio è chiamato, nei tornei maggiori, a dire la sua fino alla fine.Le società si trovano addosso problemi finanziari e di organico dovuti al prolungato stop e al conseguente azzeramento dei proventi, con gli atleti fermi per mesi a dover riprendere la forma fisica in fretta e furia per cercare di chiudere in fretta questa stagione e pensare alla prossima che comincerà presumibilmente a fine settembre. Con l’incognita mercato davanti.Il Trapani è stata purtroppo una delle squadre che ne ha fatto le spese più amaramente. Con una situazione di cassa deficitaria non ripianata per tempo e con cambi di guida tecnica, diesse, giocatori molto “allegra” ma non efficace, si trova, pur con un girone di ritorno da ritmo promozione, a lottare per scongiurare una retrocessione anticamera di un futuro per molti tutt’altro che roseo. E i presupposti sulla carta ahimé ci sono, eccome! A meno di un miracolo senza precedenti, un tris di successi consecutivi unito a una sentenza del CONI che ci restituisca almeno uno dei due punti tolti in classifica per cercare, numeri alla mano, di inseguire un sogno.Il destino è dunque prima nelle mani (anzi nei piedi) dei nostri beniamini in maglia granata, ma non basta: chi ci precede dovrebbe essere vittima dei rispettivi avversari (anche il pari non basta più) e sperare nella decisione favorevole dalle stanze romane. Mica roba da poco!Le soddisfazioni in città per adesso (ma lo sono da qualche anno) rimangono riposte nella formazione cestistica di A2 che, costruito da poco il nuovo assetto base della prima squadra, tra conferme e nuovi arrivi, si appresta a riprendere (ad essere ottimisti) la nuova stagione nell’autunno a venire sempre con l’incognita pubblico al Palailio…Ed allora incrociamo le dita, orecchio alla radio od occhio alla tivù e che la buona stella sia con noi. Quantomeno per applaudire questa meravigliosa squadra in una disgraziata stagione da onorare in campo fino all’ultimo.

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