calcio

Dattilo Noir, una realtà divenuta leggenda

Nostra intervista a Michele Mazzara, presidente del sodalizio gialloverde. Attualità e programmi della società punta di diamante della provincia di Trapani

Le eccezioni nel calcio sono la regola. Spesso piccole realtà locali, ben organizzate, strutturate e parsimoniamente gestite, approdano nel cosiddetto calcio che conta.

Parecchi ricorderanno la “favola” del Castel di Sangro di Osvaldo Iaconi, piccola città in provincia di L’Aquila che nella seconda metà degli anni 90 approdò in serie B.

Un’ascesa sportiva quella dei marsicani narrata anche in un libro e in un film.

Lo stesso Trapani che sfiora la serie A può essere anch’essa considerata una favola sportiva. In serie C come in serie D tali episodi si materializzano spesso. Ogni anno nei nove gironi della D leggiamo nomi di paesini e località, di piccoli borghi, dei quali realizziamo unicamente la dislocazione geografica attraverso il girone.

Questo è stato il caso del Dattilo Noir, società che adesso nei dilettanti rappresenta l’intera provincia di Trapani.

Il Dattilo viene fondato nel 1980 e fino al 1984 partecipa ai campionati del CSI. Parte in III categoria per ben figurare ai vertici del dilettantismo siciliano, per anni, fino all’approdo in serie D.

“Era un obiettivo, non lo nascondiamo – afferma con un pizzico di orgoglio misto a soddisfazione Michele Mazzara, presidente dei gialloverdi pacecoti -. Già avevamo perso i play-off nazionali con il Castrovillari due anni prima. La serie D, adesso, ce la siamo conquistata con tanto lavoro e parecchi sacrifici”.

Mazzara, confessa, che strutturare la squadra per vincere un campionato di Eccellenza ha avuto un costo di 200/250 mila euro. “Per noi l’Eccellenza era una sorta di serie A – prosegue Mazzara -, figuriamoci la serie D: essa ci appare come militare in Champions League. Tengo a precisare che teniamo alla categoria, ad una salvezza tranquilla, Covid permettendo e siamo anche pronti ad intervenire per rinforzare la squadra già in questa sessione di mercato che chiuderà il prossimo 30 ottobre”.

A Mazzara abbiamo chiesto una sintetica disamina sull’attuale girone I, un girone che a differenza degli anni trascorsi non presenta, almeno sulla carta, una squadra ammazza campionato. Così come successe con i blasonati Bari e Palermo. Quindi, a nostro avviso, il girone siculo-calabro in teoria potrebbe promuovere in C un’ulteriore sorpresa sportiva.

“A mio avviso, la ACR Messina, l’Acireale ed il Licata potrebbero puntare alla promozione, anche se posso affermare – dice Mazzara – che fuori dallo Stretto ci sono buone squadre”.

Come sopra riportato il Dattilo calcisticamente rappresenta la provincia di Trapani, una sorta di anomalia, così come lo scorso anno il Trapani in serie B rappresentava l’intera Sicilia. Per il Presidente Mazzara la fine del Trapani rappresenta una perdita per tutti nell’ambito calcistico “purtroppo è così; quella dei granata è un’assenza importante e ci dispiace molto ascoltare le voci più disparate che si susseguono su di noi. Esse ci depistano. Troppe voci in giro. In ogni caso il fatto di rappresentare la provincia ci dà tanta responsabilità per quello che rappresentiamo. Anche centri come Alcamo, Marsala e Mazara potrebbero avere un ruolo più importante nel calcio. Noi – continua Mazzara- abbiamo aperto la nostra dirigenza a collaborazioni al di fuori della nostra  piccola realtà territoriale. Ci siamo aperti a persone giuste che ci hanno dato una mano d’aiuto ed i risultati si sono visti”.

Senza tergiversare abbiamo dirottato il nostro colloquio sull’interesse del finanziere italo-svizzero Renè De Picciotto nei confronti dei giallo verdi.

Un interesse imprenditoriale che tracima oltre l’ambito calcistico e che potrebbe dare dei riflessi molto positivi e ben strutturati al Trapani calcio ed anche alla città.

“Precisiamo – ci dice di primo acchito Mazzara- che la nostra Società non è in vendita, come non è in svendita. Noi non abbiamo debiti e la nostra  è una Società sana; allo stesso tempo ci tengo a dire che non abbiamo mai chiuso la porta a nessuno e non lo faremo neanche adesso. Riceviamo tutti; chiunque  ci farà delle proposte interessanti. Così come saremo  disponibili a far acquisire quote importanti di essa, il tutto con un progetto condivisibile. Tengo a dire che abbiamo ritenuto di non accettare una proposta fatta dal Signor Heller”.

Inutile qua riportare le voci che da più giorni si accavallano sull’interesse del banchiere De Picciotto nei confronti del Dattilo Noir. Lo stesso presidente Mazzara ci ha confermato di avere già parlato con il Comitato dei tifosi e degli imprenditori trapanesi, oltre ad avere già incontrato preliminarmente l’ex banchiere De Picciotto.

Naturalmente l’augurio è che la sinergia possa materializzarsi e che già gli sportivi possano iniziare ad intravedere un nuovo futuro calcistico.

Poiché con l’ingresso del nuovo investitore si potrebbe benissimo rinforzare da subito la già buona intelaiatura del Dattilo e puntare alla serie C. Se l’ipotesi si materializzasse potrebbero essere proprio i colori gialloverdi, cari al presidente Mazzara, a ridare lustro calcistico alla città di Trapani. Lo stesso Mazzara ci ha confermato che “con innesti mirati, inserendo un giocatore per ogni reparto, si potrebbe tentare di vincere la serie D. Già possiamo iniziare a farlo adesso. Poi a dicembre, classifica permettendo, potremo apportare ulteriori migliorie. Non ci tireremo assolutamente indietro – conclude il Presidente del Dattilo Noir – nell’iniziare a muoverci in tal direzione”.

Nella realtà con il Dattilo si allena già la bandiera granata Luca Pagliarulo, il quale avendo messo radici a Trapani, avrebbe anche scartato ipotesi di serie superiori; così come doveva accasarsi l’ex centrocampista Christian Caccetta (che ha finito per accettare Lucca), mentre Luigi Scaglia, atleta con ben 263 presenze in serie B,  “innamoratosi” della nostra città sarebbe disposto a “scendere” in serie D pur di restare a Trapani.

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