calcio

Perdere fa sempre male, se poi si straperde peggio ancora

Adesso siamo a 4 punti dai play out ed a 8 dalla salvezza diretta. Situazione non facile, considerato che anche con Castori e malgrado la difesa a 5 la nostra squadra continua a prende goal: 11 in 6 gare.

Dopo la debacle con il Cittadella (0-3) alcune cose le vorrei dire e non per consolare una tifoseria abbattuta, quanto per ragioni di obiettività:

1) giocando in casa, o sblocchi subito il risultato, mettendo la gara su un piano tattico a te congeniale, oppure vai in difficoltà, specie con avversari molto più forti di noi. E ciò è tanto più vero per il gioco di Castori, fondato su difesa e contropiede, senza alcuna variante al gioco verticale.

2) Questo stesso gioco ci offre, però, maggiori possibilità in trasferta, situazione in cui lo si può attuare con maggiore efficacia e continuità, a patto però di blindare la difesa e non subire noi goal per primi. Ecco perché sono fiducioso per le prossime due trasferte. Sia a Salerno che a Cremona sono convinto che potremo dire la nostra.

3) Per onestà intellettuale ammetto che non è un gioco che personalmente mi entusiasma, perché si fonda sul principio “catenacciaro” di lasciare volutamente all’avversario, specie in trasferta, il controllo della gara ed il possesso del pallone ma, come ho già scritto, è esattamente il gioco che in questo momento ci serve per portare a casa i punti e darci quelle sicurezze, che finora ci sono mancate, se tutto fila per il verso giusto. D’altro lato c’è da dire che è un gioco dispendioso, per cui alla minima flessione atletica o nervosa accusi delle difficoltà. Ed è ciò che è successo ieri ed in parte nel secondo tempo di Venezia. È impensabile potere correre da qui a Maggio sempre a mille all’ora e mantenere lucidità e reattività massimali ma confido nell’utilizzo pieno di tutti i nuovi arrivati, così da potere ruotare gli uomini, senza accusare cali di tensione o di rendimento.

4) Su Castori: la sua capacità e la sua conoscenza del campionato di serie B non si discutono. Ma anche lui, come tutti i suoi colleghi, può sbagliare. Lo sbaglio consiste non in una incompetenza o incapacità nell’operare delle scelte tattiche o tecniche ma nel fatto che le scelte pensate prima della gara poi in campo non funzionano. Cambiare in corsa è un’abilità dei migliori allenatori ma non dipende solo da loro, in gran parte da chi scende in campo.

5) Ieri ad esempio non avrei schierato quella formazione iniziale: avrei fatto giocare Evacuo assieme a Biabiany e, solo in caso di flessione di uno dei due, li avrei avvicendati rispettivamente con il polacco neo arrivato (visto che era disponibile) e Dal Monte. Pettinari era troppo debilitato dall’influenza e si è visto in campo. Per me un cambio sprecato. Non mi sarei inoltre troppo discostato dalla gara di Venezia, confermando Coulibaly al posto di Colpani e Kupisz e Del Prete come quinti di centrocampo. Abbiamo visto che giocando sulle fasce riuscivamo a mettere palloni pericolosi in area; dunque avrei attaccato maggiormente con i quinti, equilibrando questo gioco avvolgente sulle fasce con un interditore in mezzo al campo come Coulibaly ed avrei messo al centro dell’area di rigore avversaria un centravanti di razza come Evacuo, che probabilmente avrebbe fatto meglio di Colpani su quella palla traversatagli da un Biabiany in costante anche se lenta crescita. Invece abbiamo finito col giocare solo con il lancio lungo a scavalcare il centrocampo, senza avere i calciatori adatti per farlo.

6) Tutto questo per dire che anche gli allenatori più titolati ed esperti alle volte fanno scelte che poi non si rivelano produttive. Ma non sapremo mai quanta parte di responsabilità hanno i calciatori nel non farle funzionare. E questa volta comunque i cambi operati in corsa non hanno funzionato. 

7) Detto ciò, ripeto ed insisto: era ed è impensabile di non perdere più alcuna partita da qui alla fine. Ci può stare qualche battuta d’arresto, specie con chi è più forte di noi. Ciò non significa che adesso siamo da buttare e che non vinceremo più. I conti si fanno solo alla fina. Ed intanto a Salerno. . .

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