calcio

I granata hanno perso anche contro la Cremonese (0-5!), certificando il loro momento fortemente negativo. Sei punti nelle otto partite con Castori: -11 dalla zona salvezza diretta e  -7 da quella dei playout. Nessuno è esente da colpe

Il Trapani lascia le penne a Cremona, sotto il peso di cinque gol (a zero). E, probabilmente, anche altro. Perché la squadra di Castori ha perso tre partite consecutive nella fase topica della stagione: contro Cittadella, Salernitana e Cremona. 

Subendo nel complesso nove reti e non segnandone nessuna. Partite che avrebbero dovuto nelle intenzioni dare il via all’auspicata rimonta e che invece potrebbero aver dato la mazzata decisiva. Infatti i distacchi da chi sta davanti si sono enormemente dilatati, con il -11 dalla zona salvezza diretta e il -7 (con annesso scontro diretto contrario) da quella dei playout. Peggio di così era difficile fare a 14 partite dalla fine.

Che disfatta! Il Trapani ha perso anche contro la Cremonese, certificando il suo momento fortemente negativo, con appena sei punti nelle otto partite giocate dall’arrivo sulla panchina granata di mister Castori. 

Una sola vittoria, tre pareggi e quattro sconfitte. Un rendimento sconcertante, nonostante un mercato di gennaio che ha stravolto il volto della squadra. La realtà però è sotto gli occhi di tutti: una squadra piena di problemi, senza più identità. 

Il Trapani oggi, più di prima, fatica a fare gol, ma fa ancora di più fatica ad evitarne. Ogni volta che la Cremonese scendeva in avanti erano dolori ed era netta la sensazione che potesse far gol con imbarazzante facilità. 

Cremonese che, è bene ricordarlo, non vinceva una partita dallo scorso 14 dicembre contro il Perugia ed era anch’essa in crisi profonda. Tanto da avere indotto la società lombarda a portare i suoi giocatori in ritiro nella settimana che aveva preceduto la sfida con il Trapani. 

Sulla carta anche la società granata aveva pensato di preparare bene l’avvicinamento alla gara, consentendo a Castori di partire un giorno prima per l’occasione. Cosa che evidentemente non è proprio servita a scuotere le coscienze dei nostri. 

Trapani senza idee, senza distanze, senza leader a cui aggrapparsi, perché anche gente come Biabiany e Pettinari non sono riusciti a far nulla in un quadro desolante. Nei risultati, nelle prospettive, nelle bandiere sparite, un Trapani insomma che non è più nulla di quello che potevamo aspettarci dopo le prime uscite con il nuovo mister. 

Niente di trascendentale, per carità, che però aveva fatto pensare ad un gruppo di giocatori che quantomeno avrebbero potuto dare battaglia sino alla fine. Insomma, non c’è neppure da soffermarsi troppo su una sconfitta che fa male, inspiegabile per certi versi e logica per altri; fa ancora più male perché scaturita in una giornata che avrebbe dovuto essere quella decisiva. 

Mai come in questo momento bisogna pensare a come ricostruire una squadra degna di tal nome e uno spirito di appartenenza, che possa concludere una stagione segnata almeno con dignità ed orgoglio. Semplicemente: ridateci il Trapani! Quello vero però.

Nessuno esente da colpe. La società granata, addirittura con un comunicato stampa, annuncia “provvedimenti straordinari e risoluti verso la squadra…”

Un prendere le distanze, additando i giocatori, che potrebbe complicare ancor di più il lavoro di Castori, già di per sé improbo, nella parte finale di questa disgraziata stagione. 

A parte che queste cose sarebbe meglio discutersele all’interno delle pareti sociali, senza per forza far trasparire all’esterno divisioni e contrarietà che già da sole potrebbero spiegare certi atteggiamenti in campo. 

In situazioni del genere nessuno dei coinvolti può autodefinirsi indenne da colpe. Se una squadra sul terreno di gioco ottiene determinati risultati, a monte ci sono errori specifici di chi quella squadra l’ha costruita. 

Non è detto che quanto visto a Cremona possa esser frutto solo di scarso impegno. Questo Trapani presenta dei limiti tecnici paurosi per la categoria. Limiti che il mercato di riparazione non ha proprio riparato. 

Se tutti i nuovi arrivati non hanno finora apportato alcun beneficio significativo alla causa, soprattutto quelli lautamente pagati, qualche domanda dovremmo pur porcela. Qualcuno questo mercato lo avrà condotto, come non è normale cambiare direttore sportivo in piena campagna. 

L’immagine che viene data all’esterno è quella di una linea societaria piuttosto discontinua e incoerente. Troppe volte si è cambiato strada, troppe figure si sono alternate, senza mai un vero e chiaro perché, lasciando pensare che un progetto vero non ci sia. Che si proceda a strappi, quasi a tentoni. 

Il calcio a certi livelli non si può far così, pena poi figuracce come quella di Cremona, o ancora prima con il Cittadella in casa. Che non sono mai casuali, ma il risultato matematico di come si è lavorato.

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Commenta questo articolo

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Calcio

Tutti gli articoli

Questo sito utilizza i cookie per offrirti una migliore esperienza di navigazione. Per disabilitare i cookie non necessari o per sapere di più, leggi la nostra cookies policy
Si, accetto