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Dal nostro inviato a Cremona – Lo Zini, fino a domenica scorsa, evocava solo ricordi felici e gioiosi; da adesso, invece, sarà ricordato anche come una delle peggiori pagine nella storia recente del Trapani.

Una disfatta di tal genere, infatti, non può che lasciare basiti ed increduli ed è anche incomprensibile come una squadra riesca a passare nel giro di appena una settimana da una prestazione di livello a Salerno ad una assolutamente “indecente”, come quella di Cremona.

Non è solo il risultato a lasciare con l’amaro in bocca e nemmeno la prestazione in sé, per quanto evanescente e poco incisiva, ma anche ed in misura preponderante l’atteggiamento mentale, tenuto dai nostri calciatori: inverecondo. E ciò fa molto male, se consideriamo che quella di domenica scorsa era una partita – spareggio fra due squadre che volevano tentare di risollevarsi in classifica, con i punti in palio che valevano praticamente doppio. E se da un lato i padroni di casa, reduci da una settimana di ritiro, hanno interpretato nel modo più adeguato l’incontro, con un approccio alla gara deciso e determinato, non così può dirsi per i granata, che fin dalle prime battute sono apparsi privi di quell’ “animus pugnandi”, indispensabile in gare come quella dello Zini.In una parola, il Trapani visto domenica scorsa a Cremona è stato una squadra lontanissima anni luce dalla mentalità e dai principi propugnati dal proprio allenatore, il primo a disconoscerne la paternità, parlando nell’occasione senza mezzi termini di una “figura di merda”. E come dargli torto ?

Dei concetti cari a Castori non abbiamo visto nulla : né aggressività, né ritmo né concretezza né tenuta difensiva stagna; in una parola irriconoscibili e con 47 reti sul groppone, che ci relegano all’ultimo posto come difesa più perforata della serie B. Proprio la difesa è venuta clamorosamente meno in occasione delle reti subite, in particolare le prime due.In questi due frangenti, 11° e 15° del primo tempo, è stato Fornasier a commettere due errori determinanti; nel primo caso, leggendo male la traiettoria dello spiovente, perdendo il tempo di intervento e consentendo a Gaetano di incunearsi in area; nel secondo, dimenticandosi di Palombi, che lo ha sorpreso, prendendogli il tempo sul cross in area, che ha poi corretto di testa in rete, praticamente indisturbato. Le altre tre marcature, subite nella ripresa, sono figlie di un generale scoramento agonistico e di una deconcentrazione, dovuta quasi a rassegnazione; vedasi, ad esempio, l’ingenuo fallo da rigore commesso da Dal Monte al 75°; per non parlare della facilità con cui Gaetano prima e Migliore dopo hanno sorpreso nell’area piccola la nostra difesa schierata.A tal proposito, a sugello del fatto che domenica scorsa non ha funzionato niente, metterei anche il cambio di modulo e le sostituzioni operate da Castori, nel tentativo vano di rianimare una squadra ormai senza più un briciolo di reattività.

Una volta subito lo 0-2, Castori ha abbandonato la difesa a 5, passando a quella a 4 con un sistema di gioco 4-2-3-1 (Fornasier, Strandberg, Pirrello e Grillo; Taugourdeau e Luperini; Kupisz, Coulibaly e Biabiany; Pettinari). Ad inizio secondo tempo, lasciato negli spogliatoi un evanescente Taugourdeau, Colpani si è schierato come mezzapunta centrale, mentre Coulibaly è stato arretrato al fianco di Luperini, mantenendo il 4-2-3-1; e successivamente, con l’innesto di Dal Monte (schierato come mezzapunta di sinistra con conseguente spostamento di Kupisz a destra), al posto dell’altrettanto evanescente Biabiany, il modulo è rimasto uguale, ma senza comunque dare i risultati sperati. Né ha dato risultati il 4-4-2 finale, giocato con l’ingresso di Evacuo ad affiancare Pettinari, retrocedendo Kupisz e Dal Monte sulla stessa linea di Colpani e Coulibaly.In tutto questo, ci chiediamo perché un calciatore come Odjer non sia stato ancora tenuto in considerazione; perché si continui ad insistere con Taugourdeau, quando in realtà la squadra propone un gioco che non parte palla a terra dal basso ma si fonda su lanci immediati verso le punte, così riducendo sensibilmente l’apporto che il francese potrebbe dare alla manovra di squadra.

Non capisco nemmeno perché in trasferta si faccia entrare Evacuo, quando ormai la gara è compromessa, per sfruttare la sua esperienza dentro l’area di rigore avversaria e lo si tenga invece in panchina nelle gare casalinghe, dove invece il suo apporto sarebbe molto più efficace e facilitato dal nostro modo di giocare, visto che spetta a noi giocare il più possibile nell’area avversaria. Ma tutto ciò, se vogliamo, è ben poca cosa rispetto alla mancanza di determinazione e rabbia agonistica, evidenziata nella gara di Cremona.Colpevoli sicuramente i calciatori, ma spetterà a Castori, da sempre abile motivatore, capire il perché di un regresso cosi evidente e disarmante proprio sul piano delle motivazioni agonistiche.

La società è intervenuta, subito dopo la sconfitta di Cremona, con un comunicato stampa, che annuncia seri provvedimenti nei confronti dei calciatori, aprendo di fatto una sorta di lotta di tutti contro tutti, in cui presumibilmente saranno rimpallate le responsabilità.

Il modo peggiore, a mio avviso, per preparare la delicata partita interna con lo Spezia degli ex Italiano e Nzola.Possiamo discutere di tutto. Certo è che con l’atteggiamento mostrato domenica scorsa a Cremona non si va da nessuna parte, nemmeno ai play out.Dobbiamo crederci ancora, sperando in un cambio di rotta, ma mi sa che l’effetto Castori si sia un po’ diradato, anche perché i nuovi innesti, da lui voluti per risollevare le sorti della squadra, non hanno fino ad ora inciso in modo apprezzabile sul rendimento dei granata, anzi siamo addirittura sotto la media punti della precedente gestione tecnica. In queste condizioni è davvero difficile pensare ad una salvezza, indiretta per lo meno, e tralasciamo l’ipotesi di quella diretta, distante ad oggi ben 11 lunghezze, ma la speranza è l’ultima a morire.Partiamo dallo sfascio di Cremona per provare a farne tesoro, tentando l’impossibile . . .
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