calcio

Sconfitta che con la capolista ci poteva stare, ma non la goleada (0-5). Ancora problemi in difesa. Ingaggiato il centrale norvegese Stefan Strandberg

Non abbiamo fatto nemmeno in tempo a rallegrarci per le due vittorie consecutive con Livorno e Chievo, che puntuale è arrivata la mazzata di Benevento. 

Contro la capolista una sconfitta ci poteva certo stare, soprattutto in considerazione dello stato di forma degli uomini di Pippo Inzaghi, primi e  già in fuga verso la Serie A con nove punti di vantaggio sulle seconde dopo appena 15 giornate. 

Quello che non ci doveva stare era invece la goleada, uno 0-5 maturato nella parte finale della partita quando il Trapani ha decisamente mollato. 

In verità, nonostante il tentativo di giocarsela dall’inizio, la partita vera è durata piuttosto poco. Coda l’ha indirizzata dopo 10’ e Viola l’ha chiusa trasformando il rigore dopo 32’. 

Troppo forte e determinato questo Benevento per la squadra di Baldini, che ha retto fin quando ha potuto ma non è riuscita a creare un’azione lineare per arrivare in porta. 

Solo Pettinari, ad inizio ripresa, con un meraviglioso lampo personale è riuscito a presentarsi davanti al portiere di casa, Montipò, ma poi gli ha tirato addosso la palla del possibile 1-2. 

A quel punto è finito tutto, Sau ha facilmente messo in rete un pallone vagante e Viola si è pure permesso il lusso di realizzare una tripletta con un gol alla Maradona da 40 metri ed un altro con una staffilata da fuori area. Notte fonda per i granata.

Mordente

L’unica nota positiva della serata la convinzione che di Benevento in questo campionato ce n’è solo uno. 

Un Trapani che riuscisse più spesso a sfoderare prestazioni vicine a quelle viste con Livorno e Chievo avrebbe le possibilità di raccogliere altri punti preziosi, contro avversari magari validi ma meno attrezzati dei giallorossi. 

Però la condizione vincolante è questa, perché una squadra come quella granata senza il giusto mordente non può farsi strada nei bassifondi della classifica di B. 

Poi è chiaro che ci voglia anche qualità, perché i gol bisogna pur farli. In questo senso un ruolo fondamentale potrebbe ricoprirlo proprio Biabiany. 

Peccato per l’infortunio occorsogli contro il Chievo, che lo ha tolto dai giochi proprio nel momento in cui Baldini gli aveva dato spazio. Però in quei pochi minuti il calciatore francese si era fatto notare per alcune giocate interessanti, lasciando intravedere una fantasia ed una tecnica che sono un lusso per questa categoria. 

Peculiarità che da sole non bastano se non accompagnate da una condizione atletica di buon livello. Il tridente d’attacco con Biabiany, Evacuo e Pettinari dà comunque l’impressione di poter funzionare, perché i tre si completano per caratteristiche tecniche.

Pettinari in modo particolare sembra giovarsene molto, avendo la possibilità di lasciare il centro dell’attacco ad Evacuo e spostarsi sulla sinistra per poi rientrare.

Ma la difesa?

I problemi veri continuano a manifestarsi ancora in fase difensiva (27 gol subiti e peggior difesa della B). Sembravano superati se consideriamo quanto visto soprattutto contro il Chievo. 

Quando cioè il Trapani è riuscito a non far giostrare con pericolosità gli attaccanti di una squadra forte come il Chievo, che di fatto non si è quasi mai resa pericolosa. Sono tornati prepotentemente a galla invece al “Ciro Vigorito”. 

E dire che l’innesto dell’argentino Grillo da terzino sinistro sembra aver turato una falla su quel lato del campo che ci portavamo dietro praticamente dall’inizio della stagione. Senza nulla togliere a coloro i quali avevano tentato di ricoprire il ruolo, Grillo ha dato sin da subito una notevole consistenza sia tecnica che fisica. Tale da poterlo paragonare al Del Prete terzino destro. 

Però a Benevento si è preso gol al primo vero cross che è arrivato in area, con tutto il reparto che si è fatto pigliare di sorpresa dall’elevazione in terzo tempo di Coda. 

Poi in occasione del rigore del 2-0, decisivo è stato un intervento in ritardo sull’uomo. In entrambi i casi però il Trapani aveva perso il pallone in uscita e si era fatto prendere mal piazzato in difesa. 

Finendo per subire eccessivamente il pressing degli avversari. Non si possono subire due gol in questa maniera in una partita così importante, gol che indirizzano la sfida in maniera irreversibile. 

Insomma, un Trapani capace di giocare anche una discreta partita in avvio, che può appellarsi a qualche mancato fischio del direttore di gara, ma soprattutto deve lavorare per evitare che gli avversari possano trovarsi soli a centro area. 

Una singolarità, diciamo così, imperdonabile a questi livelli. In difesa è stato comunque ingaggiato il terzo svincolato, ovvero il centrale norvegese Stefan Strandberg classe 1990, un gigante di 190 cm. 

Tanti infortuni lo hanno bloccato negli ultimi anni, ma in passato era stato un profilo molto seguito da diverse società italiane anche di Serie A, quali Torino, Sampdoria e Genoa. Oltre allo stesso Palermo dell’allora patron Zamparini. 

Vanta diverse presenze con le Nazionali del suo Paese, giovanili e maggiore. La nuova scommessa del diesse Nember, nel tentativo di dare maggiore fisicità al reparto.

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Commenta questo articolo

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Calcio

Tutti gli articoli

Questo sito utilizza i cookie per offrirti una migliore esperienza di navigazione. Per disabilitare i cookie non necessari o per sapere di più, leggi la nostra cookies policy
Si, accetto