Chiusa la stagione 2024/25, fallendo tutti gli obiettivi più volte rimodulati nel corso della stessa, man mano che si allontanavano dalla sua portata, da quello iniziale del primo posto a quello finale del decimo posto, ultimo utile per l’accesso ai play off e passando attraverso quelli del secondo posto e della migliore posizione possibile nella griglia degli spareggi promozione, il Trapani si accinge a programmare adesso la prossima stagione, la seconda in serie C, dopo la promozione del 2024.

È già stata individuata la sede del ritiro precampionato; ancora una volta si andrà a Troina (En) a partire dalla seconda settimana di luglio, per poi spostarsi a Valderice, forse, ai primi di agosto.

Il nuovo Trapani che sarà è già stato riaffidato a Mister Sasa Aronica, scelta ufficializzata a stagione ancora in corso, sull’onda emotiva delle ultime tre vittorie consecutive, prima dell’ultima gara di campionato, quella persa in casa con la Casertana, che ci ha escluso dai play off.

È stata questa la prima scelta tecnica per la prossima stagione, presa in prima persona dal patron. Ecco, a tal proposito la stessa, per i tempi ed i modi con cui è stata fatta, sembra compiuta come se fosse stata decisa “di pancia”, più sulla scorta di una reazione emotiva del momento, che in base ad una programmazione ben precisa (concordata a priori) della stagione successiva.

A ciò si aggiunga, la successiva notizia, non ancora ufficializzata, data sempre dal patron che per l’anno prossimo, ad affiancare Aronica, ci saranno i due D.S. di quest’anno, Mussi e Pavone, non si sa ancora con quali incarichi specifici.

E tutto ciò francamente sorprende, visto che tanto l’allenatore quanto Mussi erano stati esonerati, per poi essere richiamati a stagione in corso, con il secondo, in particolare, all’epoca fortemente criticato per il suo operato proprio dal patron.

Adesso invece pace fatta e tutti d’amore e d’accordo.

Insomma, a me pare che, se le modalità decisionali sono in tutto simili a quelle della stagione appena conclusa, e mi riferisco al modo di gestire la stagione nel suo complesso, non mi sento di essere troppo ottimista per il futuro.

In questo clima, ancora una volta, di poca chiarezza strategica, il proprietario ha di fatto confermato che le scelte tecniche continua a prenderle lui in prima persona.

Vedasi l’anzidetta conferma in panchina, a stagione ancora in corso, di Aronica anche per il prossimo campionato; vedasi il cambio di giudizio a 360° sull’operato di Mussi, prima buttato nella polvere e dopo rimesso sull’altare.

In ogni caso, finché le scelte tecniche saranno esclusivo appannaggio del patron, senza che invece le stesse siano delegate alle figure professionali di riferimento, che agiscano in piena autonomia decisionale, così come invece accaduto nel basket, il rischio di ripetere la deludente stagione appena conclusa, a mio avviso, c’è tutto.

Vedasi, in tal senso, anche l’annuncio, sempre a stagione in corso, delle possibili epurazioni dall’attuale gruppo di calciatori con la necessita poi di rifondare l’organico.

Il patron in verità ha parlato recentemente di molti cambiamenti ma non di rivoluzioni, di essere alla ricerca di calciatori attaccati alla maglia ed alla società (aprendo in tal senso la porta a qualche rientro di calciatori dell’anno della serie D), ma a conti fatti, se si dice che si stanno cercando un portiere ed un bomber, che molti centrocampisti andranno via, cosi come un difensore, Silvestri, a cui io aggiungo, molto probabilmente, anche Sabatino e forse Celiento, per non parlare anche di tutti quei calciatori, e non sono pochi, che non hanno mostrato un rendimento adeguato e che dunque giocoforza non saranno confermati, allora appare chiaro che l’undici titolare potrebbe alla fine essere rinnovato almeno, e mi limito a dire “almeno”, per 8/11, a volere rimanere bassi e, se non è rivoluzione questa, di cosa allora si tratterebbe?

Ed a ciò bisogna aggiungere un altro elemento di valutazione.

Bisognerà vedere, infatti, quanti dei rimanenti 15 calciatori in rosa saranno riconfermati o chiederanno essi stessi, ancorché molti di loro siano sotto contratto, di cambiare aria comunque.

Insomma, il rischio che l’organico di prima squadra si riduca, quanto ai confermati, solo a pochi calciatori (cinque o sei, ad esempio) c’è tutto e non sarebbe la condizione migliore per ripartire con rinnovate ambizioni, qualora si verificasse.

Al contrario, l’idea di molti, compreso il sottoscritto, ritenuta utile e preferibile a qualsiasi altra, era quella di mantenere una base di calciatori di quest’anno, che avessero fatto bene sia tecnicamente che sotto il profilo caratteriale, diciamo almeno 10/12 di quelli in rosa quest’anno e su questo zoccolo duro costruire il nuovo organico, procedendo solo ad alcuni innesti mirati, soprattutto in tema di prestanza fisica, elemento che ci è decisamente mancato quest’anno, integrando i nuovi arrivati al gruppo preesistente, magari anche con il tesseramento di qualche under di qualità.

Invece, pare proprio che si stia andando verso un’altra direzione, con  parecchia carne al fuoco in tema di operazioni di mercato; e dunque non sono così sicuro che si viaggi verso quella continuità tecnica, che da sempre è presupposto imprescindibile per creare la competitività di squadra.

E chiudo, ribadendo un concetto già espresso all’inizio della decorsa stagione sportiva:

nessuno vieta ad una società di rinnovare in modo ampio il proprio organico di prima squadra (il Trapani la scorsa estate cambiò tutti e 23 i calciatori della stagione precedente).

Ma se poi lo fai, allora sarebbe preferibile che un rinnovamento, così marcato sul piano quantitativo e così incisivo su quello tecnico e tattico, sia affidato ad un allenatore di acclarato valore ed esperto della categoria, che possegga soprattutto quelle doti caratteriali per gestire al meglio lo spogliatoio, compattandolo.

In tal senso la scelta di Aronica, lo dico subito, non appare quella migliore; mi si potrebbe obiettare che l’Avellino ha vinto il campionato con Biancolino in panchina, altro esordiente, anch’egli proveniente dalla juniores; ma a Biancolino, da subentrante, fu affidato un organico comunque di notevole qualità e consistenza, al quale il tecnico campano seppe dare continuità di rendimento per tutto il resto della stagione, a differenza di Aronica, che, alla guida di un organico di pari spessore qualitativo secondo i giudizi degli addetti ai lavori, la medesima continuità finì col smarrirla, dopo l’iniziale buon avvio della sua prima gestione.

                                                                                                                  Francesco Rinaudo