calcio

Un’amara verità

La palla che ‘balla’ sulla linea di porta difesa da Ravaglia e non vuole entrare, siamo al 69’, in mischia sulla ribattuta di Pettinari, dopo un tiro a colpo sicuro di Kupsiz; il fallo di frustrazione di Dalmonte che regala il rigore alla Cremonese; il secondo giallo, inutile, subìto da Strandberg: questo il possibile quadro, un possibile sortilegio, del nostro Trapani in questo campionato.Come dire: non è pane per i vostri denti, questa serie B, andate via!
Sono considerazioni, le nostre, dettate dal risultato – una dèbacle completa – di Cremona o considerazioni, frutto di 24 giornate di campionato, reali che hanno visto poca gloria per i nostri colori e poi tanta, ma tanta, poca attitudine di sapersi calare nella durezza d’un campionato molto equilibrato e impegnativo come quello cadetto?Tracciate voi le considerazioni, qualsiasi esse siano. Resta l’amara realtà d’un penultimo posto sempre più inchiodato; una retrocessione che si avvicina impertinente e un numero da vergogna, ossia: le 47 reti al passivo che affermano come questa squadra sia stata male costruita in precampionato e precariamente puntellata in gennaio. Le lacune emerse durante la gestione di Baldini e l’alternanza a delle buone partite (durante la quale il Trapani ha ottenuto una striscia positiva – l’unica – di tre giornate, ottenendo 7 punti attraverso il pari col Cosenza e le vittorie contro Livorno e Chievo) si sono puntualmente ripetute con la gestione dell’attuale tecnico Castori. Partite più che dignitose contro Ascoli – contro i marchigiani i granata avevano dimostrato di aver cambiato pelle, specie in reazione e compattezza di squadra -, Perugia, Venezia, Salernitana e Cremonese all’andata, mischiate ad altre da dimenticare, condite da obbrobri, da errori grossolani da segnare con la matita blu, come alle elementari.
E non riteniamo affatto che le scuse dirette ai tifosi, alla Città, possano servire a rendere grigie delle giornate decisamente plumbee.Del resto, in passato, le scuse erano state porte dai giocatori anche dopo il nitido 3-0 di Frosinone, ma non sono servite a nulla. Scuse anacronistiche, conosciuti i risultati e le prove di Benevento e Crotone, col Pisa e col Cittadella.La ‘Waterloo’ di Cremona, lì ove abbiamo vissuto un pomeriggio di gloria eterna sul piano calcistico, lì ove, un anno prima, una bella vittoria serale (ricordate Peppe “Maradonia”?) aveva fatto intuire che per il Trapani la strada verso la B non era affatto una utopia. E che dire dei tanti punti dilapidati in partite ove bastava un pizzico di attenzione e di concentrazione in più per non perdere? Ciò detto, è da affermare correttamente che non tutte le colpe del disastro attuale sono da indirizzare ai calciatori. Tutti, nessuno escluso, hanno le loro colpe. Da chi siede al vertice proprietario, ad ex presidenti, senza portafoglio, dalle dichiarazioni roboanti e immediatamente smentite dalla stessa proprietà, ‘diesse’, allenatori e dirigenti.
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Un insieme di situazioni deficitarie dovute ai tempi ed ai modi in cui è avvenuto il passaggio di proprietà l’indomani della vittoria ai playoff contro il Piacenza; un’iscrizione in B avvenuta in extremis; un precampionato iniziato con soli 9 giocatori. Probabilmente serviva più accortezza, capacità ed esperienza nel mettere insieme i tasselli. Ciò non è avvenuto, non si è potuto materializzare e quelli di oggi sono i risultati: ampiamente deficitari e molto precari.Adesso, poniamo un solo quesito: quando il Trapani tornerà a vincere una partita, in questa serie B?
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