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Il Trapani vincendo a Perugia ha raggiunto i 41 punti in classifica con la Juve Stabia, che però ha dalla sua gli scontri diretti. In parità con il Cosenza gli scontri diretti, ma in svantaggio di due punti e nella differenza reti totale (-13)

Come volevasi (purtroppo) dimostrare, alla fine proprio quei due punti di penalizzazione per gli stipendi pagati in ritardo nel mese di marzo stanno affossando le speranze salvezza del Trapani.

Il campionato cadetto è giunto ormai alle battute finali: l’ultima giornata della stagione regolare si giocherà il prossimo venerdì. Il Trapani comunque è ormai avviato ad una mesta quanto immeritata retrocessione, nonostante il successo strappato sul campo del Perugia in pieno recupero. Virtualmente retrocessi, ma a testa alta, altissima, con l’onore delle armi.

I granata hanno raggiunto i 41 punti in classifica e sono appaiati alla Juve Stabia, che però ha dalla sua gli scontri diretti. Il Trapani è invece in parità con il Cosenza per gli scontri diretti, ma è in svantaggio con i calabresi di due punti e nella differenza reti totale (-13). Nell’ultimo turno si affronteranno proprio Cosenza e Juve Stabia, gara che complica di fatto la situazione del Trapani che dovrebbe sperare in un pari e poi segnare una caterva di reti al Crotone.

Circostanza più che impossibile. Tutte le altre avversarie sono già irraggiungibili. Di fatto l’unica variabile impazzita potrebbe essere la restituzione dell’intera o anche di una parte della penalizzazione. Eventualità ancora in divenire nel momento in cui scriviamo, ma piuttosto difficile dal verificarsi. E se così fosse, diverrebbe un autentico colpo di scena.

Vittoria in extremis. 

Eppure il Trapani di Castori anche al Curi di Perugia ha dimostrato di essere una squadra viva e determinata a tentarle tutte fino alla fine. Non si è arreso anche davanti all’evidenza dei fatti. E con le unghie e con i denti ha cercato di mantenersi a galla. 

Con il secondo gol consecutivo di Luperini giunto al 93’ di una gara combattuta, i granata sono riusciti ad espugnare il campo del Perugia. Lasciando increduli gli stessi padroni di casa disposti anche ad accogliere il punto per loro fondamentale in chiave salvezza. Ma con il Trapani post-lockdown non si scherza ed anche Oddo, subentrato da due partite all’esonerato Cosmi, è stato costretto ad accorgersene suo malgrado. 

Del resto Pagliarulo e soci in questa seconda fase della stagione hanno marciato a ritmi promozione, recuperando punti su punti. Nell’occasione Castori ha preferito puntare dal primo minuto su Dalmonte come spalla di Pettinari in attacco e Coulibaly con Odjer a centrocampo. Odjer verrà ben presto ammonito e, in quanto diffidato, salterà l’ultima gara della stagione regolare. Prima del vantaggio, siglato da Grillo con un gran tiro dalla distanza che si è insaccato sotto l’incrocio, il Trapani aveva già avuto modo di lamentarsi per la mancata assegnazione di un calcio di rigore per una trattenuta subìta da Buongiorno nell’area perugina. 

Lo stesso arbitro, il signor Dionisi di L’Aquila, si renderà protagonista di un altro episodio ancora più grave. Quando nel secondo tempo sorvolava su un netto fallo di mano di Angella su cross di Kupisz, scatenando le ire di Castori che per le proteste veniva espulso. Ci chiediamo come possa essere concepibile non sanzionare ben due rigori per la stessa squadra in una gara così decisiva per lo stesso campionato. Però anche stavolta è successo. 

E anche stavolta il campionato di B viene macchiato, nelle ultime giornate soprattutto, da tutta una serie di episodi poco comprensibili e accettabili in un calcio fatto da professionisti. Così come andrebbero stigmatizzati i comportamenti di alcune formazioni sempre nei finali di campionato. Come è avvenuto proprio nell’ultimo turno con l’Empoli che si è fatto addirittura travolgere in casa per 1-5 dal Cosenza. L’Empoli allenato dal marsalese Pasquale Marino. 

A gennaio gli hanno rivoluzionato la squadra migliorandola, il presidente Corsi non ha badato a spese, per poi assistere a queste magre figure. Dopo la netta sconfitta contro l’Entella, adesso questo altro incomprensibile capitombolo casalingo con il Cosenza. Episodi che come sempre lasciano l’amaro in bocca e finiscono per mortificare chi, come questo Trapani, in campo getta tutto quello che ha per raggiungere l’impossibile, pur tra mille difficoltà.

Gruppo da lodare. 

Eppure questa squadra e questo tecnico vanno lodati, perché molti altri, al cospetto di situazioni societarie così instabili come nell’attuale Trapani, avrebbero cavalcato l’onda del menefreghismo e si sarebbero lasciati andare in balia degli eventi. Senza metterci quel furore agonistico che invece in questo Trapani abbiamo visto sempre.

 E questo lo ha portato a sfiorare davvero l’impresa. Se pensiamo solo un attimo a quello che poteva avvenire in partite come quella di Cosenza, tanto per citare la giornata che forse più sta pesando in termini di punti persi, verrebbe proprio da mangiarsi le mani. In vantaggio di due reti e riacciuffati solo all’ultimo respiro dopo un rimpallo balordo che aveva messo in porta l’attaccante avversario. Ma se ci voltiamo indietro ci sono altre partite che griderebbero vendetta. 

La stessa gara con la Juve Stabia a Castellammare, anche lì avanti per 2-0 e poi ripresi. Magari pure ad Empoli con il pari subìto su autogol nell’infinito recupero. E se sfogliassimo attentamente l’album dei ricordi chissà quanti altri episodi contrari troveremmo. Ma lasciateci dire che quello che più amareggia è guardare come quel “-2” in classifica stia davvero condizionando tutto in negativo. Quello è davvero uno schiaffo al lavoro serio di Castori e dei suoi giocatori. 

Uno schiaffo alla tifoseria tutta. Uno schiaffo al calcio “serio” e “pulito”. Mentre scriviamo, come dicevamo prima, la parola “fine” non è stata ancora posta sulla vicenda, perché si attende l’ultimo pronunciamento degli organi competenti del Coni. Però se come dovrebbe essere non cambierà nulla, questa rimarrà la macchia indelebile sulla stagione e sull’operato dell’attuale società. Perché sarebbe bastato davvero poco per evitarla che fa rabbia solo a pensarci. Come ci si può buttare la zappa sui piedi da soli? Questo è un mistero. Eppure è successo.

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