calcio

A Cittadella un Trapani ‘non pervenuto’ Baldini ingiusto capro espiatorio, colpe diffuse. Salernitana arrabbiata, ma far punti è un obbligo.

La prestazione, pessima, del Trapani in quel di Cittadella si pone a diverse interpretazioni.

Primo

La prestazione e l’atteggiamento in campo. Possiamo affermare che al “Tombolato” Scognamillo e compagni non siano scesi proprio.  

Non c’erano col capo; non hanno espresso un gioco; non hanno creato nulla, se non dopo 73’, sotto di due reti e col Cittadella che ha sciupato occasioni su occasioni, più un rigore; una difesa, la nostra, in costante difficoltà, sempre a rincorrere e in affanno gli avversari; perdendo spesso, se non sempre, i contrasti, e lasciando agli avversari le palle inattive. 

Una squadra irriconoscibile che non ha creato nulla, nessun pallone giocabile per offendere il reparto difensivo dell’undici di Venturato.

Secondo

Lo schieramento in campo. Impalpabile Scaglia. Aloi e Taugourdeau irriconoscibili. Cauz e Jakimovski inguardabili, un Fornasier e Luperini spaesati: un’autentica Waterloo, col solo Pettinari a guadagnarsi la pagnotta, a tentare l’impossibile in assenza di palloni giocabili per offendere la retroguardia veneta. 

Ferretti e Tulli in panchina. Perchè? Due atleti abili nell’uno contro uno, a dribblare, incunearsi in area avversaria, a crossare. 

Con l’ingresso in campo di Tulli s’è visto un altro Trapani, sicuramente più reattivo, più in palla e da quel momento il Trapani ha impensierito Paleari, con Tulli, Luperini e Pettinari, fino a quel momento tra i pali con giacca e cravatta. 

Che è successo al Trapani in quel di Cittadella?

Terzo

Le affermazioni di Francesco Baldini alla vigilia erano di tutt’altro spessore. Affermazioni, assolute, in positivo, che indirizzavano a pensare ad un undici granata in palla, reattivo e combattivo, che, coltello ai denti, avrebbe dato filo da torcere al Cittadella. In sintesi, un Trapani determinato a conquistare in ogni modo i tre punti. 

Baldini in conferenza stampa è stato chiaro nel prospettare un Trapani più che volitivo, affermando, tra le righe, che a Cittadella si sarebbe visto, finalmente, “il Trapani”.

Nulla di tutto questo. Tutto il contrario: nessuna prestazione, nessun gioco di squadra, nessuna geometria per un 4-3-3 che richiede corsa, lucidità, triangolazioni e tanta, ma tanta, determinazione e sacrificio. 

Un Trapani che solo al 40’ ha fatto capolino, timidamente, nell’area del Cittadella con Scaglia; fin troppo poco per una squadra assetata di punti e con uno zero in classifica.

E’ pur vero che Baldini era ancora alle prese con più defezioni di calciatori, per differenti problemi, da Corapi ad Evacuo, da Candela a Del Prete; 

è pur vero che mr Baldini ha dovuto fare di necessità virtù, al fine di mettere in campo undici uomini in condizioni di tenere il campo per 90’; 

è pur vero che Francesco Baldini abbia avuto fastidi dalle voci di mercato che hanno interessato Taugourdeau e Nzola e il rendimento di questi; 

ed è pur vero che Baldini, molto probabilmente, s’è dovuto accontentare in sede di mercato di atleti a corto di preparazione o poco utilizzati nello scorso campionato, con poca corsa nelle gambe, che hanno ancora bisogno di tempo per trovare condizione e per trovare una piena intesa coi compagni. 

Così come è pur vero che Francesco Baldini ha per le mani una squadra con molti volti nuovi (17), i quali ancora non hanno avuto il tempo necessario per assimilare e bene gli schemi di gioco e i movimenti in campo. 

Come è pur vero che tutte le colpe, adesso, non possono essere addossate sulle spalle del tecnico e per più motivi.

A nostro avviso, dai piani alti societari, è inutile, depistante e controproducente, parlare di serie A, di programmi grandiosi, di parole al vento, quando poi si hanno difficoltà a fare mercato. 

Le parole vanno spese unicamente per conquistare la salvezza e stabilizzare la proprietà. Così come riteniamo che le scelte debbano riguardare unicamente chi ha investito capitali nel Trapani Calcio, chi ha fatto sacrifici, permettendoci di iscriverci in B, azzerando i debiti.

Troppa gente, troppa confusione, troppe parole, aleggiano al momento sulla nostra squadra. 

Non sappiamo se anche questo nuoce al capo dei calciatori, indiscutibilmente sensibili alle vicende societarie. Adesso la parola spetta al campo ed ai giocatori. Solo essi dovranno dare le giuste e le dovute risposte contro la Salernitana. Un avversario che giocherà a Trapani col dente avvelenato, dopo la sconfitta casalinga nel derby col Benevento.

Speriamo che le risposte della squadra siano lucide e convincenti, attraverso la dovuta determinazione e la concentrazione, con il gioco di squadra; che esse non siano figlie unicamente della rabbia e del nervosismo del momento, in tal maniera non avremmo risolto niente. 

Aspettiamo fiduciosi.

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