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Antipasto play-off. Al PalaShark arriva la Fortitudo Bologna.

Sconfitta inaspettata (la terza dell’intero campionato) ma indolore a Chiusi, a dimostrazione che in questo Orologio le squadre in lotta per salvarsi hanno dimostrato una notevole determinazione, tendendo diversi tranelli alle big. Primi verdetti in vista della formazione dei tabelloni per la post season. Da un lato Trapani è da tempo certa del primo posto nel girone Verde, così come Cantù è sicura del secondo posto, dopo aver sbancato il parquet di Forlì, primatista del girone Rosso. Di conseguenza, Forlì e Cantù saranno nel lato play-off opposto agli Shark, che invece rimangono in attesa di capire se dalla propria parte si ritroveranno proprio la Fortitudo o Udine. Bologna al momento è l’avversaria più probabile, poiché è seconda nel Rosso, ma se dovesse perdere a Trapani e, contemporaneamente, Udine (in striscia negativa causa qualche infortunio nel reparto esterni) vincere a Cantù (senza obiettivi di classifica), ebbene sarebbero proprio i friulani ad entrare nel tabellone play-off con i granata. Entrando nel merito del match di domenica prossima, ultima giornata dell’Orologio, va detto che la Flats Service, guidata dall’esperto coach Attilio Caja, ha costruito la squadra puntando su due lunghi USA ed un quintetto di sicura affidabilità. Risultati oltre le aspettative, grazie ad un basket controllato, ai 24’’, con ritmi e punteggi bassi, ma di grande intensità difensiva, spesso con l’uso di difese tattiche. Gli avversari hanno faticato a vedere il canestro, come dimostrano i 71 p.ti di media subiti in RS. Basse anche le percentuali dal campo concesse agli avversari di turno (49% da due, 32% da tre). Il controllo dei rimbalzi, poi, ha permesso a Caja di praticare il suo credo tattico. L’utilizzo della panchina, non sempre a piene mani, è incrementato nel corso degli ultimi tempi, con l’aggiunta infine di un esterno di esperienza quale Giuri (con il giovane Giordano andato proprio a Treviglio). I singoli. Pietro Aradori, Guardia-Ala (1988) che non ha certo bisogno di presentazioni, avendo giocato ai massimi livelli in A ed in Nazionale. Attaccante di razza, che si affida in prevalenza al tiro dalla distanza (eccellente il 41% da tre su più di 7 tentativi di media), ma può avvicinarsi al canestro grazie al suo fisico strutturato, che lo aiuta a tirare giù diverse rimbalzi (per il ruolo). I suoi numeri nell’Orologio: 14.6 p.ti, 2.9 falli subiti, 4.6 rimbalzi e 2 assist di media. Oltre il 90% in lunetta (che mani!) ma non la frequenta tanto, per via di caratteristiche perimetrali. Mark Odgen (Ala-pivot, USA, 1994) che ha girato tanto in Europa, sempre in doppia cifra. Atletismo, velocità, doppia dimensione anche se è prevalentemente un lungo fronte a canestro, che apre il campo, potendo colpire col tiro da fuori e mettendo palla a terra, in 1c1. Soprattutto contro avversari più lenti. Può andare in “doppia doppia”, in questa seconda fase viaggia con 17 p.ti (53% da due, 37% da tre su quasi 5 conclusioni), 4.3 falli subiti e 9.2 rimbalzi. Abile nel subire fallo, non è solo un saltatore, come dimostrano i 2 assist di media, segno che conosce il gioco. Deshawn Freeman (Pivot, USA, 1994) che ha spesso fatto il vuoto in area, giocando anche le coppe europee, pur in campionati non di primissima fascia. Non tanti centimetri, ma senso della posizione, fisicità e grinta da piano di sopra. Punti e rimbalzi, una garanzia! Buon difensore, anche in aiuto sui piccoli. Anche lui avvezzo alla “doppia doppia”. Per lui un Orologio da: 12.7 p.ti, 2.9 falli subiti, 7.6 rimbalzi. Eccellente il 67% da due (segno di grande selezione dei tiri, spesso ad alta percentuale di realizzazione) mentre fatica dalla lunetta, con appena il 41%. Non ha raggio da tre e tende a perdere qualche palla di troppo (2.7). Gestione dei falli a rischio. Solido. Sul perimetro c’è anche la guardia-ala Riccardo Bolpin (1997), che può giocare i tre ruoli sul perimetro. Ex Pistoia, Latina, Forlì e Chiusi, forza poco, dimostrando una “pulizia” di gioco di rilievo, con un tiro dalla distanza a fasi alterne (28% dall’arco, su 3 tentativi a match). Per il resto, 6.6 p.ti (43% da due), 2.6 falli subiti, 3.2 rimbalzi e ben 3.9 assist a match, segno che cerca spesso i compagni, e con profitto. Frequenta il giusto la lunetta, poiché è un giocatore prevalentemente perimetrale. Giocatore di sistema! Non sempre assistito dalle percentuali. In cabina di regia troviamo Matteo Fantinelli (1993), le cui innate doti da leader gli permettono di orchestrare il gioco con autorità, facendosi apprezzare per le capacità di grande passatore, nonché di ottimo rimbalzista. Non è un giocatore che ha tanti punti nelle mani, poiché ama prendersi tiri ad alta percentuale e, soprattutto, giocare per i compagni. In questa fase viaggia con 8.3 p.ti, 3 falli subiti, 3.5 rimbalzi e ben 7.8 assist per gara, specialità dove è un maestro. Migliorabile il 48% da due, mentre è ottimo il 36% da tre, specialità che usa però poco poiché non è certo un tiratore naturale. Balbetta dalla lunetta, con il 62%. Bravo ad isolarsi in post basso contro pariruolo più piccoli, data la sua notevole struttura fisica. Essenziale. Alessandro Panni (Play-guardia, Italia, 1991) entra dalla panchina per cambiare ritmo e dare un po’ di imprevedibilità in attacco, sfruttando anche il suo pregevole tiro dai 6.75 (39% da tre su quasi 5 tentativi di media). La soluzione che usa prevalentemente, poiché nel medio raggio e nel traffico si butta poco. I suoi numeri attuali: 9.4 p.ti, 2 falli subiti, 2 rimbalzi e 1.8 assist di media. Argento vivo. Non sempre grande senso tattico. Nell’Orologio è cresciuto tanto la guardia, ex Orlandina, Alberto Conti (1998) che dal perimetro sfrutta le sue doti balistiche. Il suo biglietto da visita è proprio il tiro da tre, che usa di più, al momento con ottimi dividendi (47% dai 6.75). Specialista, non è solito invece attaccare nel traffico. Pericoloso in uscita dai blocchi. Viaggia con 6.3 p.ti, 64% da due, 2.1 rimbalzi. Buone mani. In roster anche l’ex Trapani Celis Taflaj, “tre-quattro” con polpastrelli di seta, che usa per colpire fronte a canestro (anche dal mid range). Non un gran lottatore, di rado lo si vede nel traffico. Perimetrale. Per lui 5.7 p.ti (53% da due) e 2 rimbalzi in quasi 10’ di campo. Nazionale Albanese, può andare in striscia da tre, specialità della casa. Tra le rotazioni anche la guardia/ala del 1988 Luigi Sergio, ex Scafati e Cantù, gran tiratore da tre, il suo biglietto da visita. Può dare una mano a rimbalzo, mentre lo si vede raramente in uno contro uno e, così, in lunetta. Perimetrale. I suoi numeri: 9’ di parquet, 2.9 p.ti, 1.6 rimbalzi ed un pregevole 44% dai 6.75, soluzione prevalente tra le sue opzioni. Garanzia ma ormai poco atletismo. Spazio (12’) per il centro del 1999, ex Tortona e Biella, Alessandro Morgillo che fa valere in area colorata le sue lunghe leve, con buona intimidazione. I movimenti da lungo old style si traducono in buone percentuali da sotto (67% da due), e sta crescendo anche a rimbalzo (3.3 a match), così come nel contributo offensivo (3.6 p.ti a referto). Non ha raggio dalla distanza. Allo scadere del mercato, è arrivato (da poco) il play-guardia Marco Giuri (1988), da Treviglio ed ex Udine. Tanti anni di A da specialista, ha un po’ perso la doppia cifra anche se in singola gara può fare bene. La specialità della casa è l’arco dei 6.75 (che usa in prevalenza), ma si fa apprezzare anche per la sua capacità di distribuire assist. Tira invece poco dalla media e, rispetto al passato, si butta meno nel traffico. Esperienza e gestione.

Salvatore Barraco