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Buon esordio dei “nuovi” contro Trieste. Adesso doppia trasferta, la prima a Cento.

Col primo posto matematico già acquisito, va detto che la gara casalinga contro Trieste (successo Shark per 81-73) acquisiva una valenza relativa in termini di score, soprattutto perché le attenzioni dei più erano rivolte all’esordio dei due colpi di mercato, l’esterno Stefano Gentile, da Sassari in A, ed il “quattro” Amar Alibegovic, dai turchi del Bodrum. Non hanno deluso, entrambi in doppia cifra, nonostante solo da qualche giorno con i nuovi compagni. Gentile esperto, fisico e navigato, ha fatto vedere subito le sue innate doti di leadership; Alibegovic, dopo un inizio con “troppa” voglia di strafare, ha messo in evidenza tutto il suo debordante atletismo. Con l’opzione, quando Horton riposa, di farlo giocare da “cinque”, con un quintetto più tecnico, veloce ed offensivamente imprevedibile per gli avversari, pur senza perdere peso sotto le plance. Con tali innesti il roster è ancora più profondo (12 senior oltre l’under Pugliatti), talentuoso, esperto ed atletico. Di contro, coach Diana è chiamato a gestire non solo le rotazioni, perfino le convocazioni, con due giocatori a turno in tribuna. Ma tutto nell’ottica di avere talmente tante frecce (e soluzioni) al proprio arco, e soprattutto una rotazione che garantisca intensità di gioco per 40’, da far proprio l’obiettivo della A senza se e senza ma. Fase finale dell’Orologio senza interessi di risultato per lo Shark, ma utile ad una sorta di preparazione (necessaria visti coach e giocatori nuovi) in vista dell’inizio dei play-off, fissato per i primi di maggio. Adesso doppia trasferta per i granata, prima il recupero contro Cento, in infrasettimanale, poi Chiusi. La Benedetto XIV è un bel mix di esperienza e gioventù, con rotazioni profonde, che dopo la scorsa stagione di altissimo livello, in quest’annata sta un po’ soffrendo, anche per via dei tanti infortuni capitati nel corso del torneo. Tanti aggiustamenti così in corsa, con un equilibrio in continua evoluzione. L’ottavo posto, utile ad evitare la terribile fase salvezza, è però ancora alla portata di coach Matteo Mecacci, da diverso tempo sulla panchina di Cento. Ecco i singoli. La stella è la guardia statunitense, gran realizzatore, Wendell Mitchell (1997), prodotto di Texas A&M, con esperienza anche nelle coppe europee, e nei campionati del Kosovo e Ungheria. Ha iniziato al piano di sopra a Brindisi, è un esterno completo che può mettersi in proprio sia attaccando il ferro ma, soprattutto, con il tiro dai 6.75, che usa in prevalenza e con efficacia (40% da tre su quasi 8 conclusioni di media). Nell’Orologio ha scritto 15.7 p.ti, 2.9 falli subiti, 3.4 rimbalzi e 2.1 assist ad incontro. Ogni tanto tende a forzare e, in difesa, non sempre è collegato. Talentuoso. Ruolo importante per la guardia del 2000, ex Treviglio e Forlì, Mattia Palumbo che è atleticamente e tecnicamente da piano di sopra. Tanta energia sul parquet, impatto fisico e tiro da fuori. Viaggia con 12.1 p.ti (58% da due), 4.6 falli subiti, 3.3 assist (segno che vede bene anche i compagni) e ben 5.4 rimbalzi (che fiuto!). Da fuori tira con il 30% in questa seconda fase, pur prediligendo attaccare il ferro e, col suo impatto fisico, portare a casa tanti falli. Importante anche a rimbalzo. Poi troviamo il play-guardia del 1990, cubano di formazione italiana, Yankiel Moreno, da tanti anni a Cento. Le percentuali dal campo gli sorridono in particolar modo da tre (40% al momento). Buona visione di gioco e struttura fisica notevole che lo porta ad accoppiarsi in difesa su tutti i ruoli ed, in attacco, a sfruttare il vantaggio fisico sui diretti avversari. Per lui 4.3 p.ti, 2.4 rimbalzi e 1.3 assist ad allacciata di scarpe. 17’ di energia anche se, rispetto al passato, attacca meno il ferro. L’ala forte è Dominique Archie (1987), americano ormai tra i più esperti dell’intera lega che coniuga atletismo, solidità a rimbalzo e pericolosità al tiro. Le sue cifre nell’Orologio: 9.9 p.ti (57% da due), 3.7 rimbalzi e 2.1 assist per gara, grazie a buona tecnica di passaggio. Da tre ci prova spesso (4 volte a match) ma sta faticando (25% al momento). Capace di dare una mano su entrambi i lati del campo. Ormai quasi stabilmente da “quattro” e sempre meno da tre, con gli anni. Dalla lunetta appena il 57%. In generale, ottima tecnica individuale. Sul perimetro c’è anche l’ex Pesaro ed Udine Federico Mussini che, di fatto, è un americano aggiunto, almeno offensivamente, in virtù di doti balistiche illegali per la categoria. RS importante con 15.4 p.ti, 3.7 falli subiti, 2.3 rimbalzi ed il 34% da tre, su quasi 6 tentativi di media, soluzione che usa tanto. Perimetrale, e mano fatata (oltre il 90% ai liberi). Si è fatto male ad inizio Orologio e la sua assenza sta pesando non poco. Così da due gare è arrivato dalla Juvi Cremona un altro esterno, l’italo argentino Bernardo Musso (1986), con diverse esperienze italiane alle spalle. È un giocatore di sistema che, oltre ad avere punti nelle mani, riesce a mettere in ritmo il talento dei compagni. Il tiro è la specialità della casa ma è una guardia completa, che assicura anche difesa ed energia sul parquet. Subito in doppia cifra, con il 44% da tre, soluzione che usa in prevalenza (quasi 5 volte per gara). Solido anche dalla media, pur tirando meno da quel raggio. Di contro, poca pericolosità in uno contro uno. Preciso dalla lunetta. Che dire poi dell’argentino Carlos Delfino, un evergreen (1982) che ha fatto scuola (e doppie cifre di media) anche in Nba e nelle migliori squadre d’Europa. Arrivato in corsa, sta prendendosi beffe della carta d’identità, giocando con un’energia da applausi (2.9 falli subiti e 5.7 rimbalzi). La classe non è in discussione (10.4 p.ti e 2.9 assist) anche se le percentuali non sempre gli sorridono, con il 41% da due ed il 26% da tre. Ma va detto che si carica di tante responsabilità (11 conclusioni dal campo di media) e spesso tira fuori equilibrio, ad alto coefficiente di difficoltà. Eterno! In roster, anche il “cinque” Davide Bruttini (1987), specialista in promozioni (ben tre consecutive con Torino, Brescia e Virtus Bologna). Grinta e determinazione nei pressi dell’area colorata. Assicura rimbalzi e presidia il canestro a dovere. Più pericoloso del passato in post basso, da lì l’ottimo 66% da due. Ecco le sue statistiche di questa seconda fase: 8.4 p.ti, 3.4 falli subiti, 4.4 rimbalzi per partita (specialista di quelli offensivi), ed ancora 27’ di utilizzo medio. Non ha raggio dalla distanza ed è poco incline a tirare fronte a canestro. Bravo invece a farsi trovare pronto sul pick and roll, bloccando e tagliando dentro e, più in generale, sugli scarichi dei compagni. Esperto ed ottimo difensore. Abile a subire fallo, meno in lunetta (59%). Un giocatore duttile, “tre” che può adeguarsi “quattro”, che gioca minuti importanti (17’ di parquet) è l’ala, ex Rieti e Torino, Daniele Toscano (1993). Versatile e forte fisicamente, incide ed impatta sul match non poco, con 5 p.ti, 1.7 falli subiti, 2.6 rimbalzi (buon istinto per lui). Dal campo molto bene da due (56%), meno dai 6.75 (25%), arma con cui può colpire ma un po’ ondivaga. Attacca meno del passato il ferro. Affidabile. Lottatore! 13’ anche per il lungo del 2001, ex Trento, Maximilian Ladurner che garantisce 5 p.ti (con un eccellente 67% da due) e 3.4 rimbalzi di media. Buona selezione dei tiri. Non ha raggio da tre e fatica ad arrivare al 50% dalla lunetta.Salvatore Barraco