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“Decimo capitolo … E’ solo l’inizio”

“Decimo capitolo … E’ solo l’inizio”. Recita così lo slogan della campagna abbonamenti della Pall. Trapani. L’esperienza della famiglia Basciano continua fra mille difficoltà, con arretramenti e rilanci che, a prima vista, potrebbero sembrare contraddittori. La fase preparatoria della stagione è stata caratterizzata: dalla riconferma di Parente, ormai dal 2018 alla guida tecnica, con la sottintesa promessa di affidargli una squadra finalmente competitiva; dalle dichiarazioni che annunciavano un aumento del budget rispetto alla passata stagione; dall’annuncio dell’acquisto del Palagranata; dall’arrivo, in realtà un ritorno a Trapani, di Valentino Renzi; dalle velleitarie mire societarie o meglio dal sogno della A1, con lo stimolo alla tifoseria per la sottoscrizione di un elevato numero di abbonamenti, sconfessato poi dai fatti.

La certezza è che si tratterà di una stagione difficile, con l’obiettivo della salvezza da centrare, sebbene sarà un’impresa ardua, soprattutto per via dell’aumentato numero di retrocessioni.

                            Tappa di avvicinamento verso la A2 a girone unico    

Quella appena iniziata sarà una stagione di transizione, un passo di avvicinamento verso l’entrata a regime della riforma dei campionati, in particolare, della A2 che fra due stagioni sarà a girone unico. Obiettivo forzato, pertanto, la conquista di una delle prime nove posizioni, al termine della stagione regolare e cioè della certezza matematica della salvezza. Fondamentale, dunque, evitare la lotta per la salvezza nella seconda fase, che vedrà protagoniste le formazioni classificatesi dal decimo al tredicesimo posto nel “Girone Verde” e quelle dal decimo al quattordicesimo posto nel “Girone Rosso”, con la dotazione al seguito dei punti degli scontri diretti e con in palio quelli da conquistare affrontando le squadre dell’altro girone. Al termine di questa seconda fase, a salvarsi saranno le prime due mentre a retrocedere, direttamente, le ultime tre, oltre alle due perdenti i play out. Quest’ultimi, da disputare al meglio delle cinque gare, fra le altre quattro formazioni. Insomma, in totale, saranno ben cinque le retrocessioni complessive.

L’incognita americana

Facile pensare che sarà un’impresa conquistare la permanenza in A2. Le difficoltà sono palesi, al di là della formula di svolgimento del campionato, perché occorrerà allineare i pianeti. Contrariamente alle dichiarazioni d’intenti della società e cioè quelle di dare in mano a Parente una formazione finalmente competitiva, la squadra messa su, risente delle ristrettezze della difficile fase economica. A fare da ago della bilancia, nelle premesse della vigilia, sembrava dovessero essere i due americani. Ma la scommessa, a giudicare dalle prime uscite, non sembra stia convincendo troppo. Ovvio che si tratta di prime indicazioni che ci si augura possano essere, assai presto, smentite dal parquet.

Le maggiori incognite di ambientamento gravavano sulla guardia De’Riante Jenkins, alla sua prima stagione in Italia. Soprattutto alla luce della sua scarsa conoscenza e della necessità di adattamento ai campionati europei, a fronte dell’unica esperienza nella passata stagione in Svezia. Spetterà a lui calarsi al più presto nella realtà del campionato, farsi vedere di più sul parquet, assicurare la sua costante doppia cifra in fase realizzativa, con i suoi 15 p.m.p. indispensabili per questa squadra ma toccherà anche ai compagni saperlo mettere nelle condizioni di tirare bene.

Il meno convincente, invece, è stato finora il lungo Myles Carter. Subito capace di andare in doppia cifra a rimbalzo nel primo tempo della gara vinta all’esordio con Agrigento, Carter, nel terzo quarto della gara ha messo piede per pochi minuti in campo, per poi essere lasciato in panchina per tutto l’ultimo quarto. Una scelta tecnica del coach granata, motivata dalla scarsa mobilità e dai tardivi aiuti e uscite sul perimetro.

Quintetto dei piccoli e vecchia guardia italiana.

Spazio così per Tsetserukou ma soprattutto per un quintetto di piccoli che lo scorso anno aveva spesso tolto le castagne dal fuoco per la Pall. Trapani. Non è un caso che Parente lo riproponga nei momenti di difficoltà e soprattutto lo metta in campo quando si tratti di recuperare, innanzitutto difendendo e soprattutto che lo utilizzi per chiudere gli incontri. Segno che proprio questo quintetto e i suoi protagonisti sono quelli che al momento gli danno maggiori garanzie di affidabilità, di riuscita e di successo.

A conti fatti è e sarà, dunque, il trio dei riconfermati italiani: Mollura, Romeo e Massone a fungere da asse portante e fondante della squadra. Il carisma, la grinta e la difesa di capitan Mollura -riconfermato con un triennale- sono un marchio di fabbrica, specie quando non funzioni molto l’aspetto offensivo. Un tuttofare capace di interpretare mille ruoli in campo e non soltanto sotto l’aspetto tecnico. Romeo, riconfermato a pieni voti, è una garanzia, sia in difesa sia in attacco dove le sue accelerazioni, penetrazioni, arresto e tiro sono imprescindibili per questa squadra. Massone, invece, ha bisogno di acquistare continuità ma è quello che è in grado di accendere la luce anche quando non sta brillando.

                                    Squadra giovane, panchina e under

Guaiana, riconfermato senior per evidenti motivi di budget, è chiamato ad accrescere fiducia e autostima, aumentando i suoi momenti sì e riducendo al minimo i suoi momenti oscuri o di appannamento, limitando i marchiani errori. La 2B Control, comunque, è soprattutto una squadra giovane e questo potrebbe rimarcare e avvalorare la sua identità di squadra aggressiva, spregiudicata, battagliera, con la difesa destinata ad essere l’arma privilegiata. Un gruppo che ha già evidenziato di soffrire e subire psicologicamente gli errori ma che si è dimostrato capace di sbloccarsi ed esaltarsi alle prime certezze, cavalcando i momenti positivi. Proprio la giovane età media, al contempo, rappresenta un vantaggio ma anche un pericoloso limite, laddove nei momenti difficili e soprattutto nei finali di partita ci sarà da fare i conti con la mancanza di esperienza.

Buona, potenzialmente e sulla carta, la batteria degli under. Anche se l’ormai consueta sfortuna ha messo subito fuori causa la guardia Rupil, infortunatosi subito per la rottura del menisco e costretto a ricorre all’intervento chirurgico. In attesa del suo recupero, l’augurio è quello che non si tratti di una continuazione delle sventure della/e passata/e stagione/i quando gli infortuni decimarono di continuo la squadra. Fiducia riposta nell’altro under Tsetserukou, apparso in notevole crescita dopo le prime apparizioni poco convincenti. In crescita anche Dieng, un tiratore che ha dimostrato di poter non far rimpiangere Taflaj, almeno per continuità.  

Buona la prima

Intanto, il primo obiettivo della stagione è stato centrato, con l’esordio vittorioso nel derby casalingo con Agrigento, una sorta di avversaria diretta nella lotta per non retrocedere. Sarebbe stato delittuoso non vincere. E la gara, al di là delle difficoltà emotive e psicologiche legate alla prima di campionato e al sapore del derby, ha fornito riprova delle difficoltà che ci sarà da affrontare e superare nella nuova stagione. Una gara caratterizzata dall’equilibrio, dall’agonismo, dall’incostanza e dai tanti errori che però ci stanno in partenza. Ma soprattutto una gara strana, dove i protagonisti hanno finito per diventare determinanti in negativo, facendo esaltare i peggiori fra gli avversari e finendo per farli diventare decisivi. E’ stato il caso di Grande, il migliore fra gli agrigentini ma che con le due decisive palle perse nel finale ha propiziato la sconfitta dei suoi, gasando con le due conseguenziali palle rubate, Massone, fino ad allora in ombra ma capace di ergersi a protagonista in assoluto nel finale del match. Ma la confortante vittoria con Agrigento, come così la decennale gestione Basciano, sono solamente “l’inizio”!  

                                                               Peppe Cassisa