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Di necessità virtù

Le notevoli problematiche della gestione del parco giocatori tra infortuni, partenze e fermi inattesi, hanno portato Parente a dover fare salti mortali per schierare in campo la miglior formazione possibile, senza demeritare.

Le tante ma non casuali sconfitte interne e la forza di reazione

Le prime giornate della stagione, anche se giocate a spizzichi e bocconi, hanno evidenziato i valori del girone verde del campionato di A2, con tre squadre: Udine, Torino, Tortona, apparse decisamente una spanna sopra le altre e destinate a giocarsi la promozione. Alle spalle, potrebbe proprio trovare collocazione la 2B Control, puntando anche sulla continuità del gruppo ma solamente dopo aver recuperato il suo roster.

E Trapani proprio in questo avvio di campionato, fra le tante sventure, ha avuto anche quella di affrontare in casa proprio le tre potenziali “grandi” della stagione. Tre sconfitte, due delle quali (con Tortona e Torino) pesantissime ma con i granata che, al di là di tutte le attenuanti del caso, sono usciti sempre a testa alta dal campo. Proprio la forza di reazione della squadra, capace sempre di reagire alle difficoltà, è quello che finora è piaciuto. Insomma, quella voglia di non arrendersi mai, di saper reagire alle difficoltà, anche quando si partiva già battuti in partenza o si prendeva un pesante break. E gli esempi sono lì sotto gli occhi di tutti. Dopo aver preso un trentello contro Tortona, ecco la stoica vittoria a Piacenza, ottenuta senza Spizzicchini, Adeola (foto pagina a lato al centro, di J. Pappalardo),  con Corbett scavigliatosi a metà gara, Palermo fuori per falli negli ultimi 5’ … un vero e proprio miracolo, e se pensiamo che Piacenza hai poi battuto, sempre tra le mura amiche, una squadra del calibro di Verona!… Stessa cosa dopo la sconfitta, pur in una gara senza U.S.A. e ben giocata, contro Udine, quando si è poi andati a sbancare il PalaLido di Milano, con Corbett (foto pagina a lato in alto, di J. Pappalardo) rientrato ma al 50%… anche a Treviglio la sconfitta è arrivata di misura e dopo aver lottato per l’intero match punto a punto,  sempre senza il secondo americano (ma ormai lo davamo per scontato). Vero è che, giocando con gli effettivi ridotti all’osso ed ogni tre giorni, le energie e l’intensità di gioco divengono inevitabilmente sempre più flebili, e nei finali punto a punto, soprattutto contro roster più lunghi (o più riposati), ciò non può non pagarsi sul campo! A piacere meno, invece, qualche momento di nervosismo evidenziato e che ha finito per far perdere la concentrazione oltre che disperdere le energie.

Ma tornando agli scherzi del calendario, forse, aver perso in rapida successione in casa contro le grandi, in un momento della stagione che per Trapani, come detto, non è stato facile, non è stato un male. Considerato che verosimilmente con queste avversarie Trapani avrebbe perso ugualmente. 

I giovani

Positivo l’apporto dei giovani che chiaramente pagano dazio in termini di fisicità e di esperienza ma che hanno fatto capire che qualche minuto possono anche meritarselo sul parquet. Certamente meno di quelli che finora Parente è stato costretto a concedergli per via delle difficoltà vissute.

Basciano, Pianegonda (foto a sinistra, di J. Pappalardo), Tartamella, Piarchak, peraltro, testimoniano del buon lavoro fatto dalla società sui giovani, ma richiamano alle notevoli difficoltà di poter costruire dei giocatori che possano giocare stabilmente a questi livelli. Insomma, un nuovo Mollura che oggi più che mai in una squadra decimata, per quanto sopra espresso, ha trovato spazio stabilmente nello starting five.

Miller

È una delle note positive. Appena arrivato, con un allenamento con la squadra nelle gambe, è stato subito schierato in campo, più che gettato nella mischia, sul finire del primo quarto della gara interna con Torino, evidenziando che in quel contesto ancora si deve calare ma che ha dimostrato di aver quella voglia, determinazione, carattere e mezzi fisici che lo potranno aiutare a recitare la propria parte. A convincere, soprattutto i movimenti in attacco e il suo straripante atletismo. Un giocatore completamente diverso da Powell, non soltanto per la giovane età, ma su cui Parente potrà contare. Il giovane americano è chiaramente apparso ancora avulso dal gioco ma non per questo si è isolato, anzi, ha dato dimostrazione di voler far bene, evidenziando i suoi numeri, schiacciate su tutti… proprio quelle che il pubblico di casa avrebbe piacere di vedere di presenza.

 

Gli obiettivi a breve termine

Di fatto, limitare i danni fino a fine anno. Quello solare, difatti, si concluderà con la trasferta di Biella, seguita dal derby casalingo contro l’Orlandina. Abbiamo detto, entrambe le gare di certo senza Palermo. Ma per la prima volta in stagione, coach Parente avrà una settimana intera per preparare le rispettive partite, inserire anche tatticamente Miller e, trovare, un’alternativa che costituisca una pezza credibile nel playmaking granata.

Due impegni importanti, contro squadre della stessa fascia di Trapani (se non inferiore, almeno sulla carta), che però amano correre e giocare in transizione… e proprio la gestione del ritmo partita si rivelerà decisiva, poiché Renzi e compagnia dovranno, in questo momento, più “gestire” i 24” che lanciarsi in voli pindarici, sfruttando i miss match che in termini di stazza li vedono in diversi ruoli avvantaggiati, senza dare troppo spazio alla voglia di correre di entrambe le prossime contendenti. Recuperare definitivamente ed a pieno regime gli infortunati, indubbiamente, rappresenta un altro obiettivo a breve scadenza, innanzitutto per elevare il livello e l’intensità degli allenamenti e poi in vista di una regolarizzazione degli impegni, senza quindi dover affrontare gare così ravvicinate nel tempo e, per giunta, con un organico decimato.

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