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E venne il giorno della partitissima!   

In campo domenica al “Nicola De Simone” di Siracusa, ore 15,00, le due protagoniste del girone I del campionato di serie D. Motivi e spunti d’interesse; aspetti tattici, tecnici e di classifica del tradizionale derby siciliano. In palio il primo posto in classifica.

Siamo all’antivigilia dell’attesissimo match del girone I della serie D fra Siracusa e Trapani, in programma domenica 26 Novembre al “Nicola De Simone”, con inizio alle ore 15,00.

Non sarà un incontro decisivo in assoluto per le sorti del campionato (c’è ancora quello di ritorno) ma, in caso di vittoria dell’una o dell’altra, definirebbe una prima gerarchia di valori fra le contendenti e, in caso di vittoria granata, creerebbe anche un primo ed importante solco fra il Trapani e le immediate inseguitrici, Siracusa appunto e Vibonese, che si vedrebbero distanziate in classifica da Sabatino e compagni di ben 5 punti, considerato il fatto che la Vibonese osserverà proprio domenica il previsto suo secondo turno di riposo in questo girone di andata.

La domanda che tutti gli sportivi si pongono è: chi vincerà fra Siracusa e Trapani?

Ossia, risulteranno ancora una volta decisive le individualità granata oppure sarà il collaudato gioco di squadra degli aretusei a prevalere?

A fronteggiarsi saranno il miglior attacco e la miglior difesa del girone (36 reti siglate dagli aretusei; 3 goal subiti dai granata).

Entrambe le formazioni hanno portato in goal ben 12 calciatori, ma i granata hanno saputo meglio distribuire le proprie marcature nel corso di questo girone di andata, avendo vinto una gara in più degli azzurri e pareggiatane una in meno (2-1 del Trapani con il San Luca e 0-0 del Siracusa a Ragusa).

Troppo esigua, al momento, la differenza di rendimento fra le due squadre per potere, fin da adesso, rispondere ad una seconda domanda: quale delle due è la più forte?

Sulla carta, per valore tecnico della rosa, per l’esperienza di categoria superiore di gran parte dei suoi componenti, per gli investimenti fatti per costruirla, è il Trapani la squadra da battere, senza discussione alcuna.

Il campo ha però fatto emergere fino ad oggi anche le qualità del Siracusa, capace di tenere il passo della più quotata antagonista, senza farla andare in fuga solitaria, fino al punto di insidiarne addirittura il primato.  

Lo scontro diretto,a questo punto, potrebbe fornirci le risposte alle due precedenti domande, anche se, come detto, non sarà in ogni caso un verdetto definitivo, anche se l’affermazione dell’una nei confronti dell’altra avrebbe certamente dei risvolti psicologici, non solo quindi di classifica, non indifferenti, in vista del prosieguo della stagione.

Per il Trapani sarebbe la prova del nove, la conferma della propria forza, che infonderebbe nella truppa di Torrisi la consapevolezza di non avere avversari nella lotta promozione.

Ma allo stesso modo, anche un eventuale successo dei padroni da casa aretusei, pur non avendo il medesimo impatto sulla classifica rispetto all’eventuale vittoria dei granata (il vantaggio nei confronti di questi ultimi sarebbe infatti contenuto solamente in un punto), assumerebbe comunque un significato importante, perché, oltre ad infondere fiducia ed autostima nella truppa di Cacciola, ne metterebbe in luce il gioco, fondato sul collettivo, che prevale su quello degli avversari, fondato sulle individualità, più che sulla coralità e l’organizzazione della manovra.

Entrambi questi due aspetti potrebbero avere per gli azzurri anche una conseguenza ben precisa, che sarebbe quella di acquisire la convinzione di potersi giocare le chances promozione fino all’ultimo, punto a punto con i più quotati avversari, decidendosi la lotta per la vittoria finale solo a fine campionato.

Se invece la gara finisse in parità, tale risultato, oltre a non fare emergere una superiorità tecnico/tattica dell’una nei confronti dell’altra, lascerebbe in sostanza i giochi per il primo posto più o meno nella stessa situazione di adesso (con i granata sempre a + 2 dagli aretusei ma a +3 dalla Vibonese, quindi con un punto guadagnato sui calabri).

La partita in sé sarà giocata su uno scacchiere tattico ben preciso:

da un lato i granata, che, a colpi di pressing ed aggressività, vorranno sfruttare le ripartenze per affondare negli spazi e prendere d’infilata la difesa aretusea, creando pericoli e/o situazioni di gioco a loro favorevoli; dall’altro gli aretusei, chiamati a fare la gara e dunque a creare a loro volta occasioni da rete, senza prestare il fianco al contropiede avversario.

Bisognerà vedere, in questo quadro tattico appena delineato, se e quanto Cacciola vorrà davvero fare il gioco degli avversari, andandoli ad attaccare, sbilanciandosi e scoprendosi, oppure se cercherà di opporre un gioco più ragionato e paziente, fondato sul possesso e la circolazione rapida della palla.

Personalmente mi aspetto due squadre schierate a specchio; il Siracusa con il suo ormai classico

4-3-3, capace di alternare il gioco manovrato palla a terra a quello lungo per le azioni a rimorchio; il Trapani che, dall’alto della qualità e profondità del suo organico, potrebbe rispondere con un sistema di gioco del tutto analogo, schierandosi con il 4-3-2-1, puntando tutto sui duelli individuali, oltreché sul pressing sul portatore di palla avversario.

In ogni caso, chi per primo dovesse sbloccare il risultato avrebbe certamente le maggiori chances di vittoria, perché indirizzerebbe la gara in proprio favore.

Avendo di fronte un avversario che per forza di cose dovrà allungarsi oppure venire in avanti per riagguantare il pari, potrà godere di ampi spazi alle spalle della terza linea avversaria, attraverso i quali sviluppare il proprio gioco in velocità.

Sarà infine importante vedere come arrivano le due squadre a questa partitissima. L’aspetto mentale avrà il suo peso e giocare con la testa libera sarà fondamentale sul piano della reattività e della lucidità delle giocate.

Il Siracusa ha masticato amaro per la mancata vittoria a Ragusa ed un po’ di delusione ha serpeggiato fra le fila azzurre. L’avrà messa completamente da parte o i granata adesso fanno un po’ più paura?

Il Trapani, che era quella che avrebbe dovuto avere il morale a mille dopo la sia pure sofferta vittoria casalinga con il San Luca, ha trascorso invece la prima parte della settimana che precede l’incontro di Siracusa a digerire le parole del suo Presidente, che nella conferenza stampa post gara di domenica scorsa si è pubblicamente lamentato dell’atteggiamento tenuto in campo dai propri giocatori, dichiarando ai giornalisti di essere molto insoddisfatto della prestazione della squadra, non all’altezza di altre precedenti, pur avendo ottenuto la vittoria.

Bacchettata ai giocatori, perché si riscattino prontamente con una prova di spessore a Siracusa?

E come l’avranno presa i calciatori granata?

Al di là di tutto, è indubbio che qualunque eventuale motivo di confronto fra punti di vista diversi non può non trovare una composizione virtuosa, specie in questo momento, dove più che mai è fondamentale la piena e totale unità d’intenti.

Sarà un derby che, ancorché atteso dalle due tifoserie, vedrà una sostanziosa presenza di supporters ed appassionati trapanesi.

Non sappiamo al momento in quanti saranno, anche perché le settimane che hanno preceduto questo big match sono state contraddistinte da polemiche dialettiche a distanza condotte sui social dalle opposte tifoserie ed alle quali ha prestato talvolta il fianco anche la nostra società, attraverso i propri canali ufficiali, con il risultato di fare aumentare le discussioni, anziché placarle.

Storicamente non c’è stata mai simpatia fra le due tifoserie e questo non aiuta di certo; speriamo però che tutto si risolva in una pacifica giornata di sport, senza incidenti di sorta, magari con i due Presidenti insieme, fianco a fianco allo stadio, a dare l’esempio.

Adesso la parola passa al campo. Non c’è bisogno di aggiungere altro.

Francesco Rinaudo

Il Trapani, i tifosi e gli altri: comunicazione, razionalità e passione

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