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I numeri di Torino

La Reale Mutua in estate ha di fatto confermato in blocco, cambiando soltanto l’esterno U.S.A., un team che ambisce legittimamente al grande salto e che, nella passata stagione, è stato fermato proprio sul più bello, dopo il primato in regular season ed in vista dei play-off che l’avrebbero vista ai nastri di partenza in posizione privilegiata. Naturalmente confermato coach Demis Cavina che sta nuovamente ritrovando gli equilibri propri del suo sistema, fatto di gioco controllato, ferocia difensiva e minuziosa organizzazione tattica, verso gli obiettivi consoni al valore del roster a disposizione, “tradotto” riportare Torino al piano di sopra. 

Ecco i singoli. La guardia è U.S.A., il realizzatore Jason Clark (1990), prodotto della celebre Georgetown University. Esperienze ad alti livelli in Europa, anche nelle coppe, con le maglie di Ankara (22 di media), Anversa (Mvp della Lega belga 2016/2017), Francoforte (doppia cifra sia in campionato che in Europe Cup nel 2018/2019), di recente in A con Varese dove ha chiuso con 11 p.ti, 4 rimbalzi e 2 assist a match. Nelle prime uscite va a referto con 16.7 p.ti, 4 falli subiti, 2 recuperi e 4 assist per gara, segno che sa mettersi in proprio ma “vede” anche bene il gioco. Ottimo il 44% da tre, la specialità della casa, per una combo-guard che ama anche attaccare il ferro e giocare in transizione. 

Buon impatto anche nella propria metà campo. Sul perimetro c’è anche la guardia Mirza Alibegovic (1992) che ha calcato la A con le maglie proprio di Torino e Capo D’Orlando. Nato negli Stati Uniti, ma di nazionalità sportiva italiana, nonché figlio del grande Teoman, è un esterno atletico e forte fisicamente che sfrutta queste doti per imprimere tanta energia sul parquet. Micidiale poi al tiro dalla distanza. 

È ormai entrato a pieno regime nei meccanismi tattici della squadra ed è colui cui affidarsi quando i giochi sono rotti. Le percentuali non sempre gli sorridono (27% da due, ma 38% da tre, che è tanta roba considerando anche che tenta il tiro dai 6.75 ben 8 volte a match!), poiché ama prendersi tiri ad alto coefficiente di difficoltà, in particolar modo da tre, specialità che ogni tanto forza. Per lui 11.7 p.ti, 3 rimbalzi e 2.3 assist di media. 

Poi troviamo il playmaker, ex serie A Virtus Bologna (anche Omegna e Siena), Alessandro Cappelletti (1995) che per diverse stagioni è stato una delle punte di diamante del settore giovanile della Mens Sana. Il brutto infortunio è ormai definitivamente alle spalle, ma i suoi numeri attuali sono senz’altro migliorabili: 5 p.ti, 5 rimbalzi, 2.3 recuperi e 2.3 assist per gara. Altalenanti al momento le sue percentuali dal campo (50% da due, un deficitario 10% da tre). Regia si ma anche energia, uno contro uno e tanta fisicità (tradotti in falli subiti e rimbalzi). Di contro, quasi 3 perse a match. Tanti punti anche dal “quattro” titolare, lo statunitense Kruize Pinkins (1993), ex Casale Monferrato. È un lungo con non tantissimi centimetri ma atletismo e versatilità da vendere. Viaggia alla grande con 13.5 p.ti (eccellente il 53% da due), 3.5 falli subiti, ben 9 rimbalzi.

Non solo balzi nel pitturato comunque, ma anche visione di gioco e mani educate, come dimostra il buon tiro da tre di cui dispone (anche se al monento viaggia con il 25% dai 6.75). Capacità quindi di attaccare i più lenti pariruolo avversari fronte a canestro, aprendosi (ed aprendo il campo…) oltre l’arco. 

Nel pitturato anche Luca Campani (1990), pivot che è sceso al piano di sotto dopo tanta A (Montegranaro, Cremona, Varese, Orlandina ed Avellino). Lungo moderno con dimensione interna e perimetrale, in virtù di buona mano anche dalla distanza, oltre che dai 4/5 metri. Pericoloso sul pick and roll, data la sua mobilità rispetto agli avversari di turno. Le sue cifre, 6.3 p.ti (47% da due), 2 falli subiti, 4 rimbalzi, specialità dove non sempre ha la giusta “cattiveria”. In area colorata c’è pure l’ex Sassari, sempre più convincente, Ousmane Diop (2000), senegalese ma di formazione cestistica italiana, 4/5 che sta sensibilmente scalando le gerarchie. 

Atletismo e buona tecnica sia fronte che spalle a canestro, in generale uno dei migliori prospetti nel nostro panorama dei lunghi. Esploso a Udine due anni fa, confermatosi poi a Cagliari (15+7), è ormai in costante e strabiliante crescita. Grande impatto finora nel pitturato. Porta in dote ben 18.3 p.ti (un irreale 84% da sotto), 4.3 falli subiti, ben 9.7 rimbalzi ed una intimidazione da urlo, con stoppate e recuperi (2 di media). Il tutto in appena 25’ di campo. Può provarci anche dai 6.75, con alterne fortune (33% da tre). Numeri da americano, MVP finora! 

Un altro giocatore duttile, “tre” che può adeguarsi “quattro”, che gioca minuti importanti è l’ala, ex Legnano e Rieti, Daniele Toscano (1993). Versatile e forte fisicamente, nelle gare finora disputate ha inciso non poco, con 5.3 p.ti, 1.7 falli subiti, 1.3 assist. Grande istinto a rimbalzo. Dal campo così così, con il 40% da due ma, di contro, un eccellente 40% dalla distanza, arma che usa con prevalenza. 

Non sempre affidabile dalla lunetta. Lottatore! Altro titolare aggiunto, il playmaker Lorenzo Penna (1998) che ormai è un pretoriano di coach Cavina e che, nonostante l’età, di esperienza ne ha da vendere, ex di Virtus Bologna, Imola, Udine, e protagonista di tante nazionali giovanili azzurre. Giocatore che predilige far giocare la squadra, da regista old style, che non disdegna il campo aperto, per via di notevole atletismo, che lo rende un super pressatore sul portatore di palla avversario. 

Viaggia con 17.7’ di parquet e 3.3 assist a match, mentre fatica alla voce percentuali (33% da due, 17% da tre), anche se va detto che tira poco dal campo. Una grossa mano arriva anche dalla guardia, ex granata e Brescia, Franko Bushati (1985), che la passata stagione è arrivato “in corsa” ed, ormai inserito nei meccanismi dello staff tecnico, risulta particolarmente affidabile sia in uno contro uno, che da fuori. Non sempre preciso dalla lunetta. Il pivot del 1998 Giordano Pagani ha avuto poco spazio finora, non entrando di fatto nelle rotazioni.

 

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