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I numeri di Treviglio

La Bcc Treviglio, dopo l’epopea targata coach Vertemati, in estate ha affidato il timone a coach Devis Cagnardi che è reduce da un inaspettato campionato di vertice con Agrigento, nonostante un budget di certo non esagerato. La meticolosa applicazione difensiva è il suo marchio di fabbrica che garantisce la necessaria sicurezza quando la fluidità offensiva non è delle migliori. Ha costruito un roster “leggero”, votato alla transizione, al massiccio uso del tiro dai 6.75, con diversi atleti pronti a sfruttare la loro atipicità. Ovviamente nel segno della continuità, confermando gran parte del gruppo di italiani della scorsa stagione, con l’obiettivo di veleggiare nelle zone nobili della classifica. L’ambiente poi lascia il tempo di lavorare senza inutili pressioni, dando spazio ai tanti giovani in organico che, così, possono crescere di anno in anno. I singoli. 

La regia è nelle mani del talentuoso J.J. Frazier (1995), uscito da Georgia nel 2017 (18 p.ti di media da “senior”). Tre anni fa, proprio a Treviglio, la condusse letteralmente ai play-off, con numeri da capogiro (27 p.ti in regular season ed “appena” 19 nei play-off). La scorsa stagione un po’ sotto media con la maglia di Scafati. Il “ventello” è garantito, se lo porta da casa! Deve sistemare qualcosa alla voce percentuali (27% da tre; ma tirando tanto, quasi 8 tentativi a match) e nella gestione della squadra. Ottimo assist-man ed inaspettato rimbalzista Pericolo pubblico numero uno! I suoi numeri: 14.5 p.ti (67% da due), 4.5 falli subiti, 6 rimbalzi (un record per la sua altezza!) e ben 8 assist di media. 

Tante palle perse, 3.5 a match. Cagnardi s’è portato dietro, da Agrigento, la guardia Simone Pepe (1993) che il canestro ha dimostrato negli anni di “vederlo”, confermandosi buon realizzatore, capace di trovare punti anche nelle situazioni più complicate e, spesso, fuori equilibrio. Il tiro dalla distanza è la specialità della casa! 36% dai 6.75 su ben 11 tentativi ad incontro. Buona mano inoltre a rimbalzo (6.5 per partita, per una guardia!) nonché nei rifornimenti ai compagni. Per lui anche diversi falli subiti di media (5.5 ad uscita), a dimostrazione che non è certo soltanto un tiratore. Discontinuo ma la doppia cifra è nel bagaglio, e nelle prime giornate ha fatto l’americano, con 18 p.ti a referto! 

Un 2000 da quintetto è la guardia Alvise Sarto che, dopo gli eccellenti anni di Treviso da specialista di lusso, è atleticamente e tecnicamente pronto per ricambiare la fiducia dello staff tecnico. Tanta energia sul parquet ed un affidabile tiro da fuori (un eccellente 60% da tre finora). Migliorabile nell’uno contro uno, dove è un po’ timido, e da lì i pochi viaggi in lunetta. Per lui doppia cifra al momento, 12.5 p.ti nelle prime due giocate. In crescita! 

Poi troviamo un’altra vecchia conoscenza della Bcc, lo sloveno Mitja Nikolic (1991), che permette il ritorno ad un basket più “small size”. Si tratta infatti di un giocatore “leggero” che può giocare minuti da “quattro” tattico che colpisce fronte a canestro, “aprendo” il campo per le incursioni dei compagni. Atleta “atipico” che si inserisce bene nel basket di corsa (e di spaziature) che predilige Treviglio. Le cifre gli sorridono: 16.5 p.ti (55% da due), 5.5 falli subiti, 3.5 rimbalzi e 1.5 assist per partita. Preziosissimo poi il 45% da oltre l’arco dei 6.75 (tira più da fuori che dalla media) mentre è migliorato nella pericolosità in uno contro uno, come testimoniano i falli subiti. 

Sotto canestro c’è sempre Jacopo Borra (1990) che, con i suoi 215 cm., è in grado di fornire un apporto di sostanza nel pitturato, “chiudendo” l’area ed il canestro agli avversari. Le vicissitudini fisiche lo stanno finalmente lasciando in pace e, non a caso, lo scorso anno ha scritto a referto numeri importanti, sfiorando la “doppia doppia” di media! Fondamentali i suoi rimbalzi, che permettono ai compagni di lanciarsi in transizione. I suoi numeri al momento, 5 p.ti (33% da sotto), 3.5 falli subiti, ben 11.5 rimbalzi ad allacciata di scarpe. Ormai ci prova anche da fuori, con risultati sorprendenti. Intimidatore d’area, sempre pronto alla stoppata. 

Dalle rotazioni, la guardia-ala del 2001 Ursulo D’Almeida che sta in campo più del passato e sprigiona tutto il suo disarmante atletismo volando in campo aperto. Deve assicurare maggiore senso tattico e “gestirsi” meglio. Da lui ci si aspettava forse un’esplosione più rapida ma ha tanto margine davanti. Rimbalzi e transizione assicurati, gli si chiede un miglioramento nel gioco a metà campo, anche in termini di percentuali, spesso basse sia da due che ai liberi. Male al tiro da tre, pur concludendo poco dalla distanza. 

Sul perimetro c’è anche la bocca da fuoco Davide Reati (1988) che, ormai perfettamente inserito nei meccanismi della squadra, fa valere la sua specialità, alzarsi in sospensione per colpire dai 6.75. Emblematiche le sue statistiche che, storicamente, ci raccontano come tiri quasi esclusivamente da tre e, di rado, si butti dentro. Garantisce triple in quantità industriali anche se finora c’ha insolitamente preso poco dalla distanza. 

Il 2000 Vincenzo Taddeo è un altro chiamato al salto definitivo di qualità, anche se ha ancora bisogno di “capirsi” col nuovo coach. Pericoloso da tre, la passata stagione ha chiuso al 36%. Poco spazio, finora, invece per l’ala-forte Luca Manenti, del 2002, il play-guardia del 2002 Matteo Bogliardi e la guardia del 2001 Davide Corini

Salvatore Barraco

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