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I numeri di Udine

Udine in estate ha costruito un team “up size”, di fatto con due quintetti molto fisici e con tanti centimetri, un po’ in controtendenza con i roster “under size” di cui l’A2 (e non solo) è piena. Si ambisce legittimamente alla post season da posizione privilegiata. 

In panchina l’ottimo coach Matteo Boniciolli che, storicamente, pretende dai suoi un basket davvero dispendioso a 360 gradi, il cui esito finale ha avuto alterne fortune. Nel perimetro Amato e Giuri garantiscono talento, gestione e personalità, interessante poi la coppia di atipici Mobio, ex Orlandina, ed il veterano Antonutti. Sotto le plance Pellegrino dovrà dare minuti di qualità, gestendosi coi falli, mentre l’esterno U.S.A. Dominique Johnson è deputato al “ventello”. 

Ecco i singoli. La stella è appunto Dominique Johnson, guardia del 1987, con esperienze internazionali alle spalle in Israele, Turchia (Europe Cup), Germania ed, in Italia, con le maglie di Varese (17.6 p.ti di media), Venezia (con Fiba Europe Cup vinta) e Pistoia in A. È una guardia dalla struttura fisica importante, eclettica, con un micidiale tiro dalla distanza (nelle prime uscite 67% dai 6.75 con quasi 8 tentativi a match), arma che usa con prevalenza.

Grande leadership e doti realizzative da top player, pur al contempo “vedendo” i compagni (ben 7.5 assist di media al momento). Non tanti i falli subiti per lui, poiché attacca il ferro il giusto. Sul perimetro c’è anche il playmaker Andrea Amato (1994) che, scuola Olimpia Milano, non è esploso al piano di sopra con Pistoia e Cremona, salvo rifarsi con gli interessi nel biennio successivo in A2 con la casacca di Verona viaggiando in doppia cifra di media. Numeri replicati nella passata stagione ad Udine, valsi la riconferma. Ottimo tiratore da tre e rifornimenti per i compagni da urlo (ben 8 all’esordio). Ha saltato la gara contro Treviglio e dovrebbe essere out anche contro Trapani. 

Poi troviamo il play-guardia Marco Giuri (1988) che si è ritagliato, negli anni, il ruolo di specialista in A con Caserta, Brindisi e Venezia, alzandosi dalla panchina per colpire chirurgicamente col suo tiro da fuori. Poi il ritorno a Caserta lo scorso anno, ma in A2 dove la doppia cifra non può sfuggirgli di certo. La specialità della casa è l’arco dei 6.75 (al momento un irreale 71%), e si fa apprezzare per la sua capacità di distribuire tanti assist a match (4.5 finora). Si è fatto male nel corso dell’ultima uscita ed è in forte dubbio. 

L’ala grande è Michele Antonutti (1986) che di stagioni nella massima serie ne ha vissute tante (Reggio Emilia, Caserta, Pistoia e, da ultimo, Treviso e Biella) e, negli anni, si è sempre più “trasformato” da “tre” a chirurgico “quattro” tattico che punisce i più lenti pariruolo con il suo micidiale tiro dalla distanza. Nelle prime uscite subito impatto in doppia cifra: 12 p.ti, 4 falli subiti e 4 rimbalzi di media. Mani celestiali, come dimostra il quasi 60% da due, mentre da tre finora non ci ha preso (destinato a lievitare!). L’89% dalla lunetta è decisivo, per via dei tanti liberi che sta tirando. 

Poi c’è il lungo U.S.A. Nana Foulland (1995) che arriva da un’ottima esperienza in Polonia, con Sopot dove ha scritto 12.4 p.ti + 8.8 rimbalzi ad uscita. Si tratta di un super atleta, dalla buona tecnica in post basso ma che, grazie ad innate doti di velocità ed agilità, può giocare anche da “4” , garantendo versatilità al proprio staff tecnico. A rimbalzo lo vedremo spesso in doppia cifra ed alla voce stoppate promette scintille, costringendo gli avversari ad alzare le parabole di tiro.

Un buon 58% da sotto al momento. Nel pitturato determinanti i minuti (quasi 20’) del pivot Francesco Pellegrino (1991), ex di Ferrara (doppia cifra per lui), la stessa Udine per un biennio, dove oggi ritorna per scrivere a referto numeri davvero interessanti. Sotto le plance sta facendo la voce grossa, e le cifre ne danno ampia conferma: 11.5 p.ti (75% da due) e 7 rimbalzi per gara. Le sue lunghe leve costringono spesso gli avversari a “correggere” il tiro, per sfuggire a vigorose stoppate (1 a match). 

In roster anche l’ex Fortitudo Bologna, Scafati e Casale Monferrato Nazzareno Italiano (1991) che, nelle due gare disputate fin qui, ha tirato al di sotto delle aspettative (10.5 p.ti, 3.5 rimbalzi, il 33% da tre e sempre il 33% da due, arma che comunque usa meno del tiro dalla distanza). La doppia cifra l’ha prodotta in un’insolita veste di lucratore di falli (ben 5.5 a match) e quindi dalla lunetta, dove è andato più del solito. Un’arma in più per lui! 

Tanto spazio (quasi 20’ a match) anche per il 2000 Lodovico Deangeli, scuola Trieste ed ex Biella, che è un interessante prospetto nazionale e di presenze nelle squadre azzurre under ne ha già parecchie. “Tre” fisico che sta dando ottimi dividendi, con 7.5 p.ti, 3.5 rimbalzi ed un incredibile 75% da tre. In crescita! 20’ anche per la confermata guardia del 1995 Vittorio Nobile che ad Udine è ormai di casa. Usa prevalentemente il tiro dai 6.75 ma, al momento, sta faticando un po’ (14% da tre). 

Non si è ancora guadagnato a pieno le rotazioni l’atletico 3/4 del 1998, ex Orlandina, Joseph Mobio. Una volta entrato nei meccanismi di Boniciolli, le sue notevoli doti fisiche e l’atipicità regaleranno buoni dividendi alla causa. Può mettere in difficoltà con la sua dinamicità avversari più lenti. Buon rimbalzista. Discontinuo invece al tiro, sia da due che da tre. Migliorato dalla lunetta. Sa creare dal post alto. 

Chiudono il roster l’esterno del 2000 Riccardo Spangaro e l’esperto lungo del 1991 Marco Maganza, aggregati da inizio preparazione.

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