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Il pieno di adrenalina è stato totale.

La Trapani Shark arriva all’esordio casalingo in campionato dopo quindici giorni da sogno. Prima, due domeniche fa , la vittoria della Supercoppa italiana, ottenuta, a  Montecatini, sconfiggendo Verona e Treviglio. Poi, il mercoledì successivo, la presentazione della squadra, diventata una serata di festa, nel rinnovatissimo “PalaShark”, con un inatteso e clamoroso “sold out” (3 mila spettatori). Nonostante l’ingresso a pagamento, Trapani ha risposto in modo entusiatico all’appello di Valerio Antonini, che ha organizzato un evento senza precedenti. Balli, musica, esibizioni e uno spettacolo di un’ora e mezzo hanno fatto da contorno alla presenza sul palco della squadra, festeggiata e osannata come non si vedeva dai tempi dell’A1 del 1990. Infine, il successo di Vigevano, che ha chiuso il cerchio. Al di là del successo in Supercoppa e di un precampionato ricco di segnali molto promettenti, rinforzato dai primi due punti in classifica, non è semplice spiegare la rinascita di una passione popolare così intensa e immediata. È vero, il gruppo allestito è frutto di un mercato sontuoso, che ha consentito di assemblare un organico competitivo per raggiungere la massima serie. La presenza di un nucleo di nove italiani di primissima scelta, accompagnato da due super americani spiega, insieme a tutto ciò che ha prodotto l’effetto-Antonini, quest’improvvisa impennata di euforia. Alle spalle, però, c’è anche la voglia di Trapani di riappropriarsi di un pezzo delle proprie radici. Il basket, infatti, nell’ultimo ventennio del secolo scorso, ha rappresentato il simbolo della crescita della città, che aveva poco o nulla e si trovò improvvisamente a tifare per un campione come Reggie Johnson, vincitore del titolo Nba e compagno di Julius Erving (Il mitico “Doctor J”). I tifosi granata che allora avevano venti o trent’anni, oggi vagano fra i cinquanta e i sessantacinque: sognano di non dover più ricordare con nostalgia quella magnifica squadra, ma di averne oggi un’altra con cui rinverdire i fasti del passato, e non dovendo più pensare alla pallacanestro soltanto con il magone. Perciò, si sta riassaporando l’atmosfera di un tempo, con le famiglie e tante coppie di mezza età al Pala Shark, con i figli ormai in giro per l’italia, a studiare nelle varie università. Ecco la seconda grande sfida di Valerio Antonini. Dopo aver attizzato un fuoco dirompente nel calcio (5 mila presenze fisse al “Provinciale” e squadra a punteggio pieno), tenterà di riportare il pubblico dei giovani sugli spalti del “Pala Shark” e raggiungere promozione in A1. Se dovesse riuscirci, Trapani sarebbe destinata a vivere una festa lunga un anno.