calcio

Il presidente dell’ormai cessato Dattilo si rimette in gioco e riparte coi colori granata una nuova avventura calcistica

Ex Oriente lux e se la luce si irradia da Oriente la risorgenza per il Trapani Calcio arriva da Dattilo.
Così è andata, al di là ed oltre le trattative intraprese nei mesi trascorsi con gli imprenditori Picciotto e Minore e il bando stilato dal Comune di Trapani; e se la ripartenza, per riposizionare il vessillo granata nel calcio ‘che conta’, è passato ancora una volta per un trasferimento di titolo così sia.

Alla fine proprio il trasferimento del titolo sportivo dalla frazione del ‘celebre cannolo’ al capoluogo ha risolto la querelle.Il tempo a venire probabilmente chiarirà il o i perchè di tale scelta, e per onestà intellettuale dobbiamo sottolineare che tale scelta si è concretizzata anche per l’interesse, verso la nostra realtà calcistica, da parte dell’ex ds granata Daniele Faggiano. Lo stesso presidente Michele Mazzara, senza chiaroscuri di sorta, ci ha detto che se la neosocietà deve e dovrà chiedere consigli su questioni inerenti il calcio Faggiano è un riferimento privilegiato.
Naturalmente, su tale interesse verso Trapani da parte del neo ds della Sampdoria, i mesi a venire ci diranno di più.Bisogna solo avere pazienza ed aspettare.
Intanto ci siamo, in D, nel catino del calcio precario e sotto pressione dalla ondata pandemica e delle restrizioni sociali che più randellate ha distribuito allo sport professionistico e, soprattutto, a quello dilettantistico e di base.
Il Trapani c’è grazie all’intuito (possiamo dirlo?) ed alla più semplice delle soluzione, alla fine (è così?), che un po’ tutti potevamo immaginare.
Michele Mazzara, già presidente della sorpresa Dattilo, ha preso le redini in mano compiendo un passo decisivo, indirizzato alla soluzione del problema.Tramontate, abortite, le trattative per la cessione del Dattilo a Picciotto e minore, si è optato per la strada più avventuruosa: trasferire una piccola realtà calcistica, e la serie D ne è piena, al capoluogo che in ogni caso nell’ultimo decennio ha assistito a un buon calcio: ha sfiorato la serie A per la ‘miseria’ d’un gol e calcato i campi della cadetteria per cinque stagioni.
“Con Picciotto – esordisce il neopresidente granata – la trattativa non si è mai arenata per la verità.Forse Picciotto aspettava il fallimento del Trapani; col passare del tempo non ci siamo più incontrati.Forse ha perso lo smalto e l’interesse, ma c’erano tutti gli elementi per fare bene e concludere la trattativa.
Con Minore ci eravamo stretti la mano; c’era un accordo di massima.Purtroppo noi non eravamo in possesso dei documenti che ci chiedeva.Se un bilancio si chiude al 30 giugno o chiedi documenti che, per questioni temporali, noi non possiamo avere e non per colpa nostra diventa difficile. Se fatture al 30 giugno arrivano nel nostro cassetto fiscale al 12 di luglio è normale che il consulente inizia a lavorarci dopo questa data. Per altro carteggio burocratico, quale ‘durc’ e ‘durf’, che non era in nostre mani, dovevamo aspettare i tempi tecnici della Agenzia delle Entrate che per evaderle ha i suoi tempi, per quanto riguarda l’Inps non avevamo nulla poichè il Dattilo non aveva impiegati, bensì collaboratori.
Noi abbiamo fornito il bilancio provvisorio aggiornato al 20 giugno e ciò forse non bastava.Ma i tempi tecnici non spettano a noi. Se Minore ci teneva si faceva un compromesso dal notaio e si chiudeva la questione.Se Minore voleva, senza ricorrere alla burocrazia, si poteva concludere l’accordo.
Il Dattilo era, è, una società sana: ci sono solo fatture da pagare per la gestione ordinaria, man mano che arrivano noi le saldiamo.Tutto qui”.
Caduti i margini per una cessione del titolo-Dattilo a Minore, la società pacecota opta per una diversa soluzione.
“Facciamo una riunione dei soci – aggiunge Mazzara – e dico che possiamo cambiare i colori sociali e i soci autorizzano tal cambiamento.Subito dopo avvisiamo il sindaco di Trapani su tal decisione e lunedì 12 (luglio, ndr) dal notaio, attraverso una assemblea straordinaria, cambiamo la denominazione del titolo, aspettando naturalmente la ratifica della Federazione”.
Il neopresidente del FCTrapani 1905 ha aggiunto – come ribadito ulteriormente in conferenza stampa lo scorso 5 agosto – che tale passo lo ha sentito interiormente e compiuto per “puro amore verso lo sport ed il calcio”.
“La serie D la dovevamo fare in ogni caso ed adesso il nostro impegno e la nostra dedizione allo sport dovrà essere maggiore, più forte, poichè non siamo più il Dattilo, bensì il Trapani. Al nostro interno – afferma Mazzara – siamo compatti e coesi, al contempo non abbiamo preclusioni di alcun tipo e siamo aperti a qualsiasi tipo di collaborazione. Come da lei chiesto e sottolineato, Daniele (Faggiano, ndr) è un nostro amico e se ci da una mano a risolvere eventuali problemi noi lo ringraziamo.
Il nuovo Trapani ha un progetto ampio, un programma di crescita calcistica e societaria che va dai 3 ai 5 anni, vediamo cosa riusciamo a fare.
Il mio augurio è che la Città, i suoi tifosi, ci seguano: abbiamo bisogno della mano di tutti, solo così il Trapani potrà tornare nel calcio che conta”.
La neosocietà granata intanto ha ufficializzato il nuovo tecnico, individuando in Ivan Moschella l’uomo che dovrà gestire e plasmare la squadra con l’obiettivo di “vincere più partite possibile”.Ovviamente ad oggi, mentre scriviamo, nei ranghi societari è ancora vuota la casella che corrisponde al nome del ds.
Si aspettano le decisioni dell’ex atleta granata Laneri, subordinate al destino dell’ Fc Messina, undici che dovrebbe essere ammesso alla serie C ma che per grane e cavilli federali si trova ancora al palo.
Al presidente del neo Trapani, in ultimo, abbiamo chiesto se era possibile per il Trapani vederlo in campo con la casacca originale, ossia: maglia granata, calzoncini bianchi e calzettoni granata e la seconda tenuta, da trasferta, con maglia, calzoncini e calzettoni bianchi con bordi granata…ma oggi la o le ‘mode’ dettano le regole; in tal maniera Michele Mazzara ha detto che tal compito spetta alla ditta che fornirà il materiale tecnico.
Adesso, finalmente, dovrà aspettarsi solo il calcio giocato e rivedere in campo la nostra beneamata casacca granata.Dopo un anno di estrema sofferenza, dopo un lungo periodo temporale che ci ha visto penare per mai risolte questioni proprietarie – dopo l’inimmaginabile ascesa dalla serie C alla B, dopo l’esaltante vittoria sul campo contro il Piacenza dei ragazzi di Vincenzo Italiano -, e con una salvezza meritatissima in serie B ottenuta sul campo, dilaniata dai due punti di penalizzazione, toccherà a noi tutti assistere a un nuovo ciclo. Orizzonti aperti, non escludiamo nulla e senza pretendere troppo, per il nuovo Trapani e che qualcuno, da qualche parte, ci assista.

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