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Il Trapani nelle mani esperte di Massimo Morgia

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul come e su chi ha affossato volutamente il vecchio Trapani, ci hanno pensato i finanzieri del Comando Provinciale di Trapani a ricordarcelo. Comando che nei giorni scorsi ha eseguito un sequestro riferito ad una polizza assicurativa del valore di 175.000 euro, sottoscritta, secondo l’accusa, nell’agosto del 2020 con risorse finanziarie tratte dallo stessoTrapani Calcio srl. La polizza doveva essere effettuata con risorse dell’Alivision srl, nella persona del suo rappresentante Fabio Petroni, per garantire la proprietà del Trapani. Questa polizza aveva costituito il pegno a garanzia di altra polizza fideiussoria necessaria all’iscrizione della squadra cittadina al campionato di calcio di Lega Pro (Serie C) nella stagione 2020/2021. Una condotta fraudolenta che si va ad aggiungere alle altre (tante!) che hanno connotato il periodo terminale di attività del club. Anche prima dell’avvento di Petroni, con la gestione De Simone in particolare, sempre in base alla ricostruzione delle dinamiche delle Fiamme Gialle. Quel De Simone che non a caso la Giustizia Sportiva squalificò per 5 anni proprio per la sua condotta a capo del Trapani. Ma lasciamo stare questo amaro passato, riferito solo per mera cronaca, e concentriamoci su quello che il presente ci offre. Che non è il massimo della vita per carità, ma è pur sempre calcio. E’ pur sempre una ripartenza. Intanto registriamo con compiacimento la voglia dimostrata dalla società granata di cambiare. Provare ad investire su un tecnico di provata esperienza come Massimo Morgia per dare un senso ad una stagione nata male, che rischiava però di finire peggio. Non più giovanissimo, il tecnico ormai settantenne, sembra aver sposato la causa granata con l’entusiasmo di un giovanotto. Di certo quello che non gli manca è l’esperienza e la conoscenza profonda del calcio. E’ un allenatore che, pur non avendo calcato i palcoscenici della Serie A, ha lasciato ricordi importanti in tutti i posti dove ha lavorato. E parliamo di una persona che ha allenato praticamente ovunque lungo lo stivale. Conosciuto per le sue scelte spesso impopolari ma alla fine quasi sempre vincenti. Chi ha lavorato con lui ne parla molto bene, non solo come tecnico ma anche come persona. Era chiaro che questo Trapani, costruito in fretta e furia, avrebbe avuto fin da subito bisogno di qualcuno in grado di guidarlo tecnicamente. Sia sul campo che soprattutto nelle scelte fuori dal campo. Questi non potevano essere Moschella e Criaco, con tutto il rispetto. Forse si è perso perfino troppo tempo nel capirlo e la posizione anonima di classifica sta lì a dimostrarlo. Anche perché lo stesso Morgia non disponendo della bacchetta magica avrà bisogno del suo tempo per far acquisire alla squadra il suo gioco e la sua mentalità. Per non parlare del fatto che il mercato “di riparazione” è entrato nel vivo e chiuderà a fine mese. Il cambio di conduzione tecnica ha modificato con evidenza gli obiettivi, visto che Morgia in queste prime settimane ha dovuto valutare con attenzione tutta la rosa a disposizione e alcune scelte sembrano essere in controtendenza rispetto al credo dei tecnici precedenti. Lo si è visto con alcuni giocatori che prima erano dei punti di riferimento importanti (vedi Gatto e Tedesco) e adesso sono andati via. Mentre altri sono arrivati (Russo) o stanno per arrivare in granata. A guidare poi le operazioni di mercato sarà sempre Antonello Laneri, il ds “fantasma”, nel senso che tutti sanno che c’è ma nessuno in società ha mai pensato bene di comunicarlo ufficialmente. Chissà perché poi. Alla fine quello che più conterà, almeno a nostro parere, sarà cominciare a vedere con una certa continuità un gioco da Trapani, con un briciolo di organizzazione tattica e proposizione offensiva. Perché giocare in Serie D non vuol dire automaticamente giocare male o non giocare affatto. Un esempio su tutti è lo stesso Vincenzo Italiano, il quale quel che ha fatto a Trapani, Spezia e ora Fiorentina lo faceva anche con il piccolo Arzignano Valchiampo, appunto in Serie D agli albori della sua carriera. Quindi si può fare e, visto che di vittoria quest’anno non se ne parla, a Morgia chiediamo almeno questo. Perché è nelle sue corde. Se metti su una squadra capace di svolgere una linea d’azione logica ed efficace, finisci per costruire le basi che ti possono essere molto utili per la squadra del domani. Speriamo vincente.    

                                                                                                                               Massimo TANCREDI