calcio

In un solo colpo, via tutte le incertezze

Via i dubbi che avevano accompagnato le prime cinque giornate di campionato

Via la paura che potesse ripetersi quel nefasto girone d’andata vissuto tre anni fa. 

Via quella scomoda sensazione di non essere al livello del campionato

Via quelle convinzioni che si stavano pericolosamente facendo strada: l’allenatore non sa fare le formazioni, non sa leggere le partite, non ha esperienza per la categoria; non abbiamo uno stoccatore d’area, ci manca chi concretizza il volume di gioco della squadra. Eccetra, eccetra.

I novanta minuti vissuti a La Spezia sono stati un gigantesco colpo di spugna su tutti i timori che inevitabilmente cominciavano a prendere corpo dentro ogni tifoso. 

E ora? Ora, calma e gesso. 

Teniamo i piedi a terra e proviamo a ragionare. Ci potremmo rifugiare nel semplicistico “non eravamo brocchi prima, non siamo fenomeni adesso”. Invece, prima di andare avanti, un paio di cose vanno dette, per onestà intellettuale.

Prima considerazione

Francesco Baldini ha dimostrato di essere molto presente. Con le sue conoscenze e competenze, e con la sua emotività. Ha assorbito un’enorme mole di critiche, ha sentito scricchiolare pesantemente la fiducia intorno a sé, da tifosi e addetti ai lavori. 

A Cittadella, ha provato a spiegare una prestazione incolore, ma non si è fermato. Poi, infatti, ha messo in campo per due volte in tre giorni una squadra organizzata e volitiva, capace di schiumare rabbia e giocare a calcio: non semplice. E non si è è scomposto neanche dopo un punto e zero gol fatti, in 180 minuti di assalto a Salernitana e Cremonese. 

Con elasticità mentale non comune alla maggior parte degli allenatori, non si è accontentato. E ha pensato che per arrivare in porta con maggior incisività, sarebbe stato opportuno far giocare più vicini i nostri due attaccanti. Da lì, il cambio di modulo, che non è un’alchimia tattica fine a se stessa.

Arrivavamo da due ottime prestazioni, e sarebbe bastato dire “proseguiamo per la nostra strada: prima o poi, giocando così, il gol arriverà”. Invece, no. Baldini, ripetiamo, non si è accontentato. Ha messo a rischio la sicurezze che la squadra aveva comunque costruito, con meccanismi che già erano in qualche modo collaudati, per provare a vincere. 

È sintomo di due elementi: avere piena padronanza del gruppo di lavoro di cui si è leader; e possedere coraggio.

Seconda considerazione

Le stesse pressioni le ha subite chi è al comando del vapore granata. Avere avuto la presenza e il polso fermo da non cedere alla tentazione di cambiare tecnico dimostra lucidità di pensiero. È un presupposto fondamentale  per qualsiasi dirigenza, per qualsiasi club. In questo momento della stagione, è un merito che non può e non deve essere sottaciuto.

Il calcio, come la vita, però, è il regno del divenire. Tutto scorre e si trasforma, e non è affatto banale ricordare che l’esame più importante è il prossimo. 

Per capitalizzare la vittoria di La Spezia e darle senso compiuto, sarà necessario vincere contro la Juve Stabia. 

Più che a sterili propositi di rivincita legati allo scorso anno (che peraltro i nuovi arrivati non possono nutrire), bisogna appellarsi alla conoscenza della serie B. 

Il fatto che i nostri prossimi avversari abbiano un solo punto e non navighino in acque tranquille (come dimostra il loro silenzio stampa), non significa assolutamente nulla. 

Ricordiamoci che la serie B è il campionato più bello in Italia, perché chiunque può sempre vincere dovunque, anche quando non te l’aspetteresti. Perciò, domenica pomeriggio sarà essenziale, irrinunciabile, soprattutto l’atteggiamento visto contro Salernitana, Cremonese e Spezia. 

Adesso, abbiamo la certezza che a tattica, tecnica, e tutto il resto delle storie di campo, c’è chi ci sa pensare. E anche bene. 

Ci siamo scrollati di dosso tutte le paure, e intorno a questi ragazzi dobbiamo ricreare un’atmosfera di fiducia. Anche questo li aiuterà a buttare la palla dentro la porta al “Provinciale”. 

Cosa che quest’anno dobbiamo ancora riuscire a fare e che vogliamo rivivere al più presto. Un successo sarebbe importantissimo. 

Poi, ci attenderà la sosta e potremmo davvero viverla con la consapevolezza di esserci rimessi totalmente in linea di galleggiamento.

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