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L’importante era iniziare e finalmente possiamo dire che il calcio giocato sta per tornare in Città con tanto di maglia granata!

Dopo le vicissitudini dell’ultimo anno e mezzo, culminate con una retrocessione dalla serie B, un’esclusione dalla C ed un fallimento societario, adesso grazie ad un gruppo di volenterosi, artefice del “miracolo” Dattilo, e comunque nel silenzio quasi assoluto dell’imprenditoria cittadina, il nome “Trapani” ed i colori granata ritornano a vivere, pur ripartendo dal campionato dilettantistico di serie D.

Sono note le vicende che hanno portato a questa soluzione “a sorpresa”.
Per mesi sembrava che il calcio locale potesse ripartire attraverso la procedura ad Avviso pubblico, emanato dall’Amministrazione Comunale; nel frattempo la piccola società del Dattilo, militante in serie D. aveva però ricevuto le attenzioni prima del finanziere Renato Picciotto e poi dell’imprenditore Ettore Minore, entrambi interessati all’acquisto della piccola società pacecota.
In tutte e tre le situazioni, alla fine non se n’è fatto nulla ed in extremis il gruppo di soci, facente capo al Presidente Michele Mazzara, ha deciso di impegnarsi in prima persona, procedendo al cambio di denominazione sociale da “SSD Dattilo 1980” a R.L. a “F.C. Trapani 1905” a R.L., perfezionando al contempo l’iscrizione al prossimo campionato di serie D.
Scelta importante, che muta drasticamente gli obiettivi societari sia a breve che a medio termine:
una cosa è chiamarsi Dattilo e partecipare senza particolari ambizioni, se non quello di una tranquilla salvezza, alla serie D; un’altra è chiamarsi Trapani ed indossare la gloriosa maglia granata.
Un nome e dei colori che coinvolgono migliaia di tifosi ed un bacino d’utenza nettamente più vasto di quello del Dattilo.
Ma che comporta anche delle rinnovate ambizioni, fra tutte quella del ritorno fra i professionisti, dunque almeno in serie C.
Ciò comporta anche un aumento notevole dei costi, necessari a perseguire l’obiettivo sportivo, con un’inevitabile lievitazione degli stessi; ed impone una riorganizzazione su basi professionali della società, che finora era gestita con oculatezza ma senza una struttura organizzativa particolarmente articolata e complessa, come invece adesso le nuove circostanze richiedono.

E questo primo obiettivo, quello di una diversa e nuova organizzazione societaria, è stato ben presente nel gruppo dei soci, tanto che in sede di conferenza stampa di presentazione del nuovo Mister ne è stata illustrata la struttura con l’articolazione degli incarichi:

al vertice della gestione finanziaria una triade composta da Michele Mazzara, Michele Piacentino, rispettivamente presidente e vice presidente e da Francesco Rapisardi, in qualità di responsabile finanziario.
Al loro fianco, ma senza particolari incarichi dirigenziali, ci sono i rimanenti soci:
Maria Concetta Mazzara, Adriana Maiorana e Vincenzo Reina.
Poi è stata creata un’area tecnica, con Filippo Scarcella in qualità di responsabile ed un D.S. ancora da individuare (dovrebbe trattarsi di Antonello Laneri), a cui faranno capo i tecnici sia della prima squadra che del settore giovanile.
Infine, ha preso corpo un’area comunicazione, diretta da Vittoria Abbenante, con Piero Salvo addetto Stampa, Nicolò Achille responsabile commerciale e Joe Pappalardo nelle vesti di fotografo ufficiale.
Adesso si tratterà di capire che tipo di risorse finanziarie il gruppo dei soci, ossia la proprietà, riuscirà a buttare sul piatto della bilancia.
E’essenziale che ve ne siano a sufficienza, onde rispettare gli obiettivi economici e sportivi programmati da qui ad un triennio.
Diversamente, la “nuova creatura” partirebbe già zoppa e di sicuro ne sarebbe compromessa inevitabilmente l’autonomia gestionale e la sopravvivenza stessa nel panorama calcistico federale.

In attesa di conoscere, in particolare, se esistono anche altri imprenditori, locali e non, in grado di dare una consistente ed imprescindibile mano d’aiuto, occupiamoci di ciò che abbiamo appreso in occasione della prima conferenza stampa della società granata, tenuta il 05 Agosto scorso.
La prima impressione è stata positiva, abbiamo visto volti di persone determinate e che avvertono tutta la responsabilità delle scelte che hanno fatto e di quelle che andranno a fare.
Sul Direttore sportivo :
é probabilissimo che il presidente Mazzara stesse aspettando l’esito del ricorso, che si discuteva venerdì 6 Agosto, alle 12 avanti, il Consiglio di Garanzia del CONI, presentato dal FC Messina avverso la sua mancata ammissione in serie C.
Lo scenario era chiaro: fosse stato respinto, non ci sarebbero stati più ostacoli per ufficializzare il nome di Antonello Laneri, che aveva un impegno morale con i peloritani in caso di ammissione in serie C.
Viceversa, oppure in caso di un no definitivo di Laneri, Sandro Porchia era un nome, già sotto la lente d’ingrandimento della società.
Sull’ allenatore :
mi è piaciuto il suo modo di interloquire con i giornalisti e le sue parole di buon senso e grande umiltà ma al tempo stesso determinate; mi è anche piaciuta la sua idea di scegliere il modulo di gioco, a seconda dei calciatori che avrà a disposizione, con particolare attenzione ai 4 under, che devono obbligatoriamente essere utilizzati in partita.
Ciò significa che ne ha più di uno da attuare e questa è già una buona notizia, in termini di eclettismo tattico ed elasticità mentale, anche se è chiaro che la differenza la faranno i calciatori, che andranno in campo, con il loro atteggiamento agonistico e mentale.
I nomi dei nuovi arrivi lì sapremo presto. Laneri, da Ds in pectore, non è certo rimasto a guardare ed in più anche Moschella ha dei nomi da proporre. Il vice sarà Leo Criaco.
Una curiosità: i 3 difensori centrali del Crotone di qualche anno fa erano proprio Moschella, Criaco e . . . Porchia.
Sulle ambizioni:
tutto dipenderà, come anticipato, dalle risorse finanziarie che questa proprietà ha a disposizione.
A parte gli accordi per le sponsorizzazioni commerciali, garantiti dall’opera instancabile di Nicoló Achille, nulla è ancora trapelato circa i costi e le relative coperture per questa stagione agonistica.
Men che meno sull’eventuale ingresso di nuovi soci, anche non locali, disposti a sposare il progetto, che il vicepresidente Piacentino ci ha detto essere triennale.
Da qui passa il futuro del nuovo Trapani, la sua crescita sportiva ed il suo rafforzamento economico.
Nessuno ha finora smentito l’indiscrezione secondo la quale Mazzara e soci avrebbero già intavolato dei contatti per coinvolgere in società imprenditori del nord Italia.
Prima ci riusciranno, meglio sarà. Magari anche grazie alle conoscenze personali di Daniele Faggiano, che già in passato ha avuto occasione di dare amichevolmente qualche indicazione ad una società in via di rapida crescita, come dichiarato dal vicepresidente Piacentino.
Poi, una volta integrati nella compagine sociale gli eventuali nuovi soci, sarà importante stabilire gli equilibri interni fra vecchi e nuovi detentori delle quote sociali ed i relativi rapporti di forza, in una parola chi comanda e chi no, in base al personale apporto al budget di spesa.
Decisione essenziale per chiarezza gestionale e stabilità della vita societaria.
Inizio dell’attività agonistica:
il ritiro della prima squadra si svolgerà in sede ed gli allenamenti si terranno allo stadio, dopo ferragosto. Fra i possibili nomi, quelli di Pagliarulo, Evacuo e Corapi, tre presenze di grande carisma ed esperienza, qualora si concretizzassero.
Contemporaneamente avrà inizio nell’impianto di Fulgatore e forse anche in quello del “Sorrentino” l’attività delle squadre del settore giovanile.
E poi speriamo di vederli al più presto tutti in maglia granata. E di applaudirli, a prescindere! In bocca al lupo!

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