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Ormai è tempo di bilanci. Archiviata la stagione, la Pall. Trapani pensa già al futuro

Ormai è tempo di bilanci. Archiviata la stagione, la Pall. Trapani pensa già al futuro, analizzando il recente passato. Quella appena conclusasi è stata certamente un’esperienza positiva, soprattutto alla luce delle mille difficoltà incontrate. La capacità di reazione e quella di non abbattersi è stata la vera costante dimostrata dalla squadra. Centrato l’obiettivo della salvezza, già al termine della stagione regolare, con quattro giornate d’anticipo, è rimasto un pizzico di rammarico, invece, per non aver conquistato i play off che avrebbero rappresentato un traguardo di prestigio per la squadra, lo staff e la società. A condizionarne il raggiungimento, gli scontri diretti sfavorevoli con le dirette avversarie. Alla fine, non determinanti ma fondanti per la mancata impresa. Definitiva chiave di volta negativa, la sconfitta di Forlì, dove la squadra, dando fondo alle residue energie, ha giocato un’ottima gara, perdendo solamente in dirittura d’arrivo. Un risultato che, da subito, ancor di più, ha indirizzato negativamente la rincorsa ai play off, culminando, poi, nel triste epilogo di San Severo – in una delle più brutte partite della stagione, contro una squadra rabberciata e con la post season già in tasca- dove i granata si sarebbero dovuti giocare le residue speranze di conquista dell’ottava posizione e quindi dei play off.  Ma non è stato un caso, perché Trapani nella fase a orologio è arrivata sulle gambe e stanca di testa, poco motivata per via dell’aritmetico raggiungimento della salvezza e fors’anche … per via degli stipendi ancora insoluti.

Probabilmente proprio da lì bisognerà ripartire. Dalla certezza di non portarsi dietro gravosi e condizionanti fardelli per la prossima stagione. Azzerare al più presto le spettanze dello staff tecnico e della squadra rappresenta il presupposto per sperare di far bene nel corso della prossima stagione. Inculcare fiducia, potrebbe essere lo slogan. Quella dei prossimi anni sarà una sfida davvero dura per chi vorrà rimanere e consolidarsi ad alti livelli. La riforma dei campionati ormai è cosa fatta dopo l’approvazione del Consiglio Federale di una A2 a 20 squadre, a regime, dalla stagione 2024-2025. Insomma, una drastica riduzione che costringerà le società a grossi sacrifici e investimenti.

La Pall. Trapani, per espressa ammissione del suo presidente Basciano, ha manifestato l’intendimento di puntare in alto o meglio di mantenere la categoria, rimpinguando il budget e rendendo la squadra competitiva. L’arrivo di Valentino Renzi si sposa bene con questi propositi che però bisognerà attuare e calare concretamente nella realtà. Poterci pensare fin da subito, rappresenta un vantaggio di non poco conto. Vero come è vero che Renzi fin dai primi di giugno si sposterà a Trapani, animato da un dichiarato entusiasmo, con idee e consigli da mettere al servizio della società, insieme al suo bagaglio di esperienza e di conoscenze. A lui competerà muoversi su più fronti, considerato che anche la progettualità dell’Arena granata lo coinvolgerà tanto.     

Da dove ripartire? Innanzitutto, come detto, dall’assicurare disponibilità finanziarie certe, senza residuali scorie della passata stagione. Insomma, offrendo garanzie a quanti rimarranno e a chi arriverà. E quest’ultimi probabilmente non saranno pochi. Troppo prematuro avere certezze sulle direttrici sulle quali ruoterà la costruzione della squadra. Ma vogliamo provarci! Innanzitutto si potrebbe ripartire dalla riconferma di Parente, a condizione, però, che lo si metta nelle condizioni di poter lavorare su una squadra finalmente competitiva. Un’opportunità che il tecnico merita e che si è conquistata, legittimamente sul campo, in questi anni. Scontata la mancata riconferma dei due americani, la cui rotazione è divenuta sempre più una costante. Childs, nonostante la eccellente stagione, come conferma la sua costante doppia-doppia, ha dimostrato scarsa maturità, perdendosi, alla fine, in un bicchiere d’acqua e dimostrando di non essere ancora maturo per questi palcoscenici. Appena sufficiente Wiggs che chiaramente non può essere l’americano giusto per una squadra competitiva. Giocatore fondante nel nuovo roster potrebbe essere Romeo, arrivato in corsa, a gettone e per caso, la scorsa stagione. Una manna dal cielo, trattenuto, poi, opportunamente per via dei molteplici infortuni. Sorprende il fatto che prima della chiamata di Trapani fosse senza contratto. Ben venga per la società granata, che adesso dovrà fare di tutto per trattenerlo. Un professionista esemplare, diventato un faro, capace di far passare inosservata la perdurate assenza di Palermo. Capitano e uomo simbolo potrebbe continuare ad essere Mollura, già tentato dalle sirene canturine sul finire della scorsa stagione ma di cui Basciano non ha voluto privarsi. In seconda battuta, possibile l’interessamento per una riconferma di Massone che con la maglia granata ha saputo valorizzarsi. Un pensierino lo si potrebbe fare anche per Taflay, a condizione di farlo veramente diventare uno specialista. Per il resto, si profila tanto turnover, con l’augurio di ritrovare il significativo apporto e il coinvolgimento del pubblico. Uno dei veri limiti della decennale gestione Basciano.

                                                                                Peppe Cassisa