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Oro e Argento! Ecco i tabelloni play-off di A2.

Chiusa la fase ad Orologio, di certo non se ne sentirà la mancanza, visto che si è contraddistinta per la sensibile differenza di motivazioni tra le squadre che, sicure ed in vista della post season, miravano più a programmare di arrivarci nel miglior modo possibile che a spremersi, e quelle che, in lotta per la salvezza, giocavano per la permanenza, con stimoli, va da sé, di altra intensità. Tante quindi le sorprese, e così le cadute delle big, soprattutto nelle ultime giornate. La stagione Shark si è chiusa at home contro la gloriosa Fortitudo Bologna, di fatto un match che contava il giusto per la classifica, con Trapani già (e da tempo) sicura del primo posto nel proprio girone, e Bologna che difficilmente avrebbe comunque perso il secondo nel Rosso, ove si consideri che Udine (in rottura prolungata per via di qualche infortunio di troppo tra gli esterni) andava a Cantù in formazione rimaneggiata, ed infatti di sorprese da Desio non ne sono arrivate. Mollura e soci hanno vinto per 81-69, un match equilibrato per due quarti, anzi con leggera inerzia felsinea, con Caja a dimostrare, ancora una volta, che la propria squadra è ben disciplinata, difende forte e controlla a dovere i ritmi. Trapani ha tratto linfa, nel secondo tempo, dalla maggiore fisicità (atletismo) dei propri piccoli, soprattutto Notae (22 p.ti) e Marini (13 p.ti) che, in 1c1, hanno attaccato il ferro andando a nozze contro avversari meno dinamici. Poi, di certo, la maggiore rotazione dei padroni di casa, rispetto a Bologna, che non brilla per panchina lunga, ha fatto il resto. Via via la gara prendeva una piega da transizione, o comunque da punteggio un po’ più alto, ecco così che Aradori e compagni hanno prestato il fianco ai granata. Che hanno di fatto “vendicato” la cocente sconfitta nella semifinale di Coppa Italia, costata anche la panchina a coach Parente, in favore di Diana. Chiuso l’Orologio, ecco i tabelloni play-off. Sulla carta (per quel che conta, poco!) non si può dire che sia andata male a Trapani. Invero Forlì, Cantù, Udine, Trieste e Torino sono finite tutte nel tabellone Oro. Le squadre che, in sostanza, quantomeno ad inizio stagione, venivano annoverate come quelle di maggior talento (assieme a Trapani). Il lato Argento, quello di Trapani, vede gli Shark affrontare nei quarti Piacenza, e laddove vada avanti, in semifinale la vincente tra Verona e Urania Milano. Nell’altro spicchio di Argento, ecco a sfidarsi (e Trapani una di queste la potrà trovare soltanto in finale) Rieti, Rimini, Fortitudo Bologna e Treviglio. Squadre solide, dal grande approccio difensivo, come Verona, Rieti ed, appunto, l’Aquila. Nonché Rimini che, da quando in panchina siede coach Dell’Agnello, è in striscia, ha due USA davvero talentuosi, ed un fattore campo che impatta. Vero è che, a livello di talento puro e profondità di roster, sembrano non essere allo stesso livello delle big del lato Oro. Così la stessa Fortitudo, organizzata, rocciosa, solida, ma con rotazioni limitate. E nelle serie al meglio delle cinque gare, il fattore profondità di roster, beh può incidere e non poco. Di certo strada ancora lunga per i granata, il 4 maggio gara 1 di quarti di finale, al PalaShark, contro Piacenza (priva di un americano, Miller, infortunatosi proprio qui a Trapani). L’11 giugno è invece prevista la dead line, quando si saprà se il sogno, cullato da settembre ad oggi, possa tramutarsi in realtà. Allacciate le cinture!

Salvatore Barraco