calcio

Quale futuro, quali prospettive?

Il Trapani Calcio si appresta – si fa per dire? – a disputare la serie C dopo una tragica, irrispettosa, poco digeribile e singolarissima retrocessione dalla,serie B.

Irrispettosa verso tutti: la Città, i suoi giocatori, il suo tecnico, i suoi tifosi. Mai fine più balorda potevamo aspettarci nel luglio 2019, quando, tra diverse difficoltà, tra personaggi poco affidabili – qualcuno oggi è in galera – e sul fil di lana ci iscrivemmo alla B. Un seguito onestissimo e riverente del prodigio realizzato da Vincenzo Italiano e dai suoi ragazzi, tutti. Nessuno escluso.

Fabrizio Castori e la pattuglia granata, appena 30 giorni fa, hanno realizzato un’altra memorabile impresa, conquistando sul campo 46 punti che, tradotti in soldoni, equivalevano ad una onestissima, stoica e indimenticabile salvezza sul campo. Chi lo avrebbe mai detto agli albori del campionato trascorso?
Un percorso segnato dal sudore e dall’abnegazione verso la maglia Granata vanificato da scelte, operato e quant’altro di discutibile si può cercare, insulse da parte della proprietà. Un operato cinico e sprezzante, autolesionistico diremmo, che ha distrutto tutto e tutti. Dalle fumose e poco credibili asserzioni d’un presidente, Heller, ‘stipendiato’, un parolaio a nostro avviso poco credibile, si è passati a un modo di operare -quello della proprietà – autenticamente e fortemente da stigmatizzare, poiché patron Petroni non ha alibi per giustificare lo strazio provocato alla Città di Trapani, a noi tutti.

Oggi ci ritroviamo con uno straccio di società e di squadra. Uno straccio maleolente che, altresì, può perdere interamente la dignità sui manti erbosi del girone meridionale della C che, come forse mai avvenuto, si presenta realmente forte ed agguerrito, con squadre, più d’una, che agognano presto il ritorno in B, se non in A.
Quale la nostra parte? Una meschina comparsa o una dignitosa presenza diretta con raziocinio ad una ricostruzione sportiva? Chi, quanti, in che maniera, potranno darci risposta?

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