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Sta già nascendo il Trapani che verrà . . .

Fra trattative di mercato, riconferme e possibili clamorosi ritorni sta prendendo forma l’assetto tecnico e dirigenziale per la prossima stagione fra i professionisti.

Il presidente Antonini pensa in grande e, mentre sogna il triplete, pensa ad un nuovo stadio da 20.000 posti da costruire in Città. Intanto, siamo all’epilogo della stagione in serie D.

Il campionato di serie D volge ormai alle battute conclusive; mancano due giornate alla fine ed il Trapani, forte della promozione in serie C, conquistata domenica 7 Aprile, battendo in casa il Siracusa, più che agli ultimi due impegni di calendario, che lo vedranno impegnato in trasferta a Gioia Tauro questa domenica, per poi chiudere in casa il 5 Maggio, affrontando il Sant’Agata, è ormai concentrato sull’appendice agonistica di questa stagione, ossia la doppia finale di Coppa Italia con il Gavorrano, in programma il 25 ed il 29 Maggio prossimi, con i granata che disputeranno in casa la gara di andata e la disputa della poule scudetto, per l’assegnazione del titolo tricolore della serie D.

L’ambizione, per nulla nascosta, è quella di realizzare un magnifico “triplete”, cha coronerebbe una stagione già densa di record e soddisfazioni.

La squadra è a tutt’oggi imbattuta e con una serie di primati, ben difficilmente riscontrabili in altre realtà calcistiche, sia dilettantistiche che professionistiche.

Ma al di là dei trofei da conquistare e degli ulteriori record da battere, è evidente che l’attenzione della società è già, da tempo, rivolta al prossimo campionato di serie C 2024/’25, che segnerà il ritorno dei granata fra i professionisti, dopo quattro anni dall’ultimo, disputato nella stagione 2020/21, senza però mai scendere in campo, fino all’esclusione dal torneo per doppia rinuncia ed il successivo fallimento societario, dichiarato il 22/12/20,

In previsione della nuova stagione, Valerio Antonini ed i suoi più stretti collaboratori si sono già mossi, lavorando su più fronti.

Da un lato, si sta cercando di meglio strutturare la società con l’innesto fra i suoi quadri della figura di un Direttore Generale; le voci di mercato riportano insistentemente il nome Daniele Faggiano e si tratterebbe di un clamoroso ritorno, che però allo stato non appare così scontato; bisogna vedere alla fine con quali funzioni, ossia se le stesse saranno ampie, sia in termini di autonomia nelle scelte tecniche, che nella gestione del budget, oppure se si limiteranno ad una sorta di collaborazione esterna, dati i comunque buoni rapporti fra l’uomo di Copertino ed il patron Antonini.

Il dirigente leccese, a cui Antonini avrebbe sottoposto un’offerta molto allettante, per ora ha preso tempo e bisognerà attendere qualche settimana per avere notizie in merito alla evoluzione di questa trattativa.

Anche sul fronte allenatore, per quanto Antonini in persona abbia già annunciato la volontà di confermare il tecnico Alfio Torrisi, più di qualche “rumors” di mercato ha accostato al Trapani alcuni nomi di possibili, eventuali papabili alla panchina granata per la prossima stagione, fra cui Alvini, Semplici, Buscè e, soprattutto, Fabio Caserta, quest’anno esonerato in B a Cosenza e già in passato nostro avversario, quando nella stagione 2018/19 vinse il campionato di serie C con la Juve Stabia, precedendo proprio il Trapani, allora guidato da Vincenzo Italiano.

Per ciò che concerne la rosa di prima squadra, per stessa anticipazione del presidente, la società granata avrebbe già individuato almeno nove calciatori di serie B, disposti a scendere di categoria, ai quali sarebbe stato offerto un contratto per il prossimo anno.

E spuntano già i nomi di possibili trattative, per portare in granata alcuni pezzi da 90 come Ciccio Caputo dell’Empoli, Massimo Coda della Cremonese e Marco Tumminello del Crotone, che si andrebbero ad aggiungere ad altri possibili nuovi arrivi, come Carpani dalla Recanatese, Ciotti dalla Vibonese e Zuppel dall’Acireale.

Bisognerà anche decidere quali e quanti saranno i calciatori di questa stagione che saranno confermati in serie C.

Fra gli under, sembra che abbiano buine chances Uikaj, Cipi, Pino, Guerriero, Bolcano, Racine Ba e Bova. Mentre fra gli over, papabili ad una riconferma sarebbero Crimi, Acquadro, Marigosu, Gelli, Convitto ed anche Kragl, per un totale complessivo di 13 calciatori, che andandosi ad aggiungere ai nove nuovi arrivi porterebbe la rosa di prima squadra a 22 calciatori.

Considerato che in serie C la distinta dei calciatori “professionisti”, suddivisi fra “calciatori professionisti” e “calciatori apprendisti professionisti”, da consegnare all’arbitro ad ogni gara ufficiale, prevede un numero massimo di 23 calciatorie considerato che, oltre a questi, si potranno utilizzare in gare di campionato anche atleti, inseriti in quelle dei “calciatori temporanei” e dei calciatori del “settore giovanile”,è evidente che le operazioni in entrata e/o di riconferma non si esauriscono qui ma sono destinate a continuare, ben potendosi ipotizzare una rosa di professionisti per il prossimo anno di almeno 28 calciatori.

Dall’altro Antonini, che è un vulcano di idee, sta già pensando a come sarà lo stadio in cui giocherà il Trapani dell’immediato futuro.

Due le ipotesi allo studio: quella dell’ampliamento del Provinciale, fino a portarlo ad una capienza massima di 12.000 spettatori, ossia quella minima per ospitare gare di serie A, rispetto all’attuale pari a 7.787 spettatori, ottenuti spostando il settore ospiti (500 posti) a fianco la gradinata e costruendo al suo posto una curva sud di circa 2000 posti ed implementando fino a 2500 posti la capienza della curva nord, attualmente pari a poco meno di 2000 posti.

Oppure, l’altra ipotesi è quella della costruzione di un nuovo impianto da 20.000 posti, tutti coperti, in una sede da individuare nel Comune di Trapani.

Si parla con insistenza della zona ricompresa fra la Via Salemi e Villa Rosina, che costeggia lo scorrimento veloce verso l’autostrada, oppure fra la Via Salemi ed i campi di calcetto di via Marsala.

Staremo a vedere, ben consapevoli che di carne al fuoco ce n’è già parecchia . . .

Francesco Rinaudo