calcio

Trapani, quanti errori! Salernitana prossima avversaria

A Cittadella una sconfitta che lascia il segno, scaturita da errori tecnici e tattici. Le attuali difficoltà nascono da un tardivo allestimento della rosa e dall’arrivo di troppi giocatori non pronti sul piano fisico. Baldini però dia più spazio al gruppo dei “vecchi”

Una brutta sconfitta quella subìta dal Trapani sul campo del Cittadella. Una sconfitta di quelle che lasciano il segno e rischiano di farti perdere la bussola. 

Nessuno poteva aspettarsi una partita del genere, totalmente in balia di avversari “normali” dal primo all’ultimo minuto della gara. Francamente ad un certo punto abbiamo perfino perso il conto delle palle gol concesse alla squadra di Venturato. Tali e tante sono state. Quasi tutte scaturite da errori tecnici e tattici dei nostri. 

Nessuno poteva aspettarsi ciò soprattutto dopo la conferenza stampa pre-gara di Baldini, durante la quale il tecnico si era lasciato andare a previsioni ottimistiche sulla prestazione che avrebbe disputato la sua squadra.

Quasi spavaldo, Baldini, aveva parlato di quindici giorni di buonissimo lavoro svolto in allenamento, tale da poter ritenere che il campionato del Trapani sarebbe cominciato proprio da Cittadella. Come se bastasse far bene in allenamento, senza pressioni e senza avversari, per poi giocare la partita e vincere. 

Alla luce di quello che si è visto sul campo padovano è avvenuto l’esatto contrario e anche di più. Rispetto alla prima gara con l’Ascoli, il Trapani ha complessivamente mostrato un’involuzione inspiegabile (in parte), quanto inattesa. La sensazione che ci è rimasta è di assoluta confusione e di un numero eccessivo di errori. Naturalmente da parte di tutte le componenti, nessuno escluso

 

Falsa partenza

direttore_sportivo_rubino

Il campionato del Trapani è cominciato come peggio non si potesse con tre sconfitte su tre, un solo gol messo a segno e sei subiti. Ma cosa ancor più grave è quello che, dopo Ascoli, sembrava si fosse avviato un progetto promettente anche se in stato embrionale. Adesso invece più andiamo avanti, più la situazione si complica e si avvita su se stessa. Sgombriamo subito il campo da chi pensa che tutte le colpe possano essere collegate alla figura e alle scelte di Baldini. Non è così. Le attuali difficoltà nascono da un tardivo allestimento della rosa e dall’arrivo di troppi giocatori non pronti sul piano fisico. 

Da un budget evidentemente “troppo” striminzito messo nelle mani del ds Rubino (nella foto), il quale a partire dall’allenatore e per continuare con i giocatori ha dovuto far di necessità virtù. Il budget chiama direttamente in causa la nuova società, della quale ancora non si sono capite le reali possibilità di spesa.

Concentrandoci sulle responsabilità tecniche, poi è chiaro che Baldini i suoi errori li sta facendo. Considerando quello che aveva detto in conferenza, certo mai e poi mai ci saremmo aspettati di vedere in campo contemporaneamente Jakimovski e Scaglia schierati da punte esterne, quando punte non lo sono.

Così facendo abbiamo lasciato praticamente solo in avanti Pettinari, il quale senza rifornimenti può fare ben poco. Una scelta “strana” se non vuoi farti schiacciare. E infatti questo è successo. 

Poi guardi la panchina e noti seduti gente come Tulli, Ferretti, Golfo che quel “mestiere” lì lo hanno fatto e lo sanno fare perché sono attaccanti.

Ci chiediamo allora come mai in una fase delicata di costruzione della squadra, si possa preferire inserire giocatori nuovi, ancora fuori dal contesto e non in condizione, piuttosto che quelli che l’anno scorso sono stati protagonisti della promozione. Proprio grazie alle loro caratteristiche tecniche. 

A Cittadella il centrocampo ha sofferto il pressing continuo dei padroni di casa, che non hanno fatto mai ragionare i nostri. In difesa abbiamo davvero “ballato”, con i nostri difensori apparsi sempre lenti, impacciati e in ritardo in quasi tutte le chiusure. Ad un certo punto bastava mettere la palla in mezzo all’area per metterli in imbarazzante difficoltà. L’unico che si è salvato è stato il portiere Dini, che ha pure parato un rigore. Anche questo è un segnale di quello che sta succedendo. 

Salernitana

Vista la situazione e il malcontento crescente della piazza, è piuttosto probabile che Baldini sia costretto a giocarsi la panchina nelle prossime due gare interne consecutive che lo attendono. Due partite mica da ridere, perché nel giro di quattro giorni il Trapani affronterà la Salernitana (domenica 22, ore 21) e la Cremonese (mercoledì 25, ore 19).

Due formazioni costruite per vincere il campionato. Anche se in questa prima fase non stanno attraversando un buon momento. 

Concentrandoci sul primo avversario: la Salernitana è reduce dal pesante ko interno nel derby con il Benevento dello scorso lunedì, il cosiddetto Monday night.

La squadra allenata da Ventura in realtà è stata dominata dal forte avversario e di fatto non è stata mai in partita. Però poca illusione da parte nostra perché stiamo parlando di una formazione che aveva vinto le prime due gare e che dispone di un organico ricco e variegato. Basti pensare che in panchina contro il Benevento sono andati Djuric e Cerci. 

Ci sarà da lottare, stavolta davvero con il coltello tra i denti. Se il Trapani, inteso come gruppo giocatori, crede nel progetto-Baldini questo è il momento per dimostrarlo. 

Al contempo vanno risolti gli equivoci antipatici che riguardano alcuni giocatori, come ad esempio ‘Nzola. Baldini ha più volte detto di non essere contento del suo modo di lavorare in settimana, però poi il giocatore, prima o dopo, viene impiegato. Sarebbe invece il caso di prendere una decisione ferma. Rimanere nel limbo non fa bene a nessuno. L’esperienza in tal senso insegna. 

 

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