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27-8-19 Forza Trapani è anche Online
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Trapani Shark blinda il primo posto! Ora match esterno contro Orzinuovi.

La troupe di coach Parente, dopo aver perso la prima dell’Orologio a Cividale, interrompendo il record di vittorie consecutive in era LNP a quota 17. Dopo, però, sono arrivate due vittorie consecutive at home, contro Verona e Piacenza, sofferte ma portate a casa con determinazione, D’altronde è finito il tempo dei “ventelli”, dei 90 punti. In questa fase si gioca col coltello tra i denti, in particolare le squadre che devono raggiungere il miglior piazzamento possibile per accedere alla fase salvezza possibilmente col favore del campo. Per non parlare di chi, invischiato nelle posizioni tra la settima e la nona, lottano per raggiungere il paradiso (i play-off) o trovarsi all’inferno, proprio in quel girone salvezza che, su sei partecipanti, ne vedrà retrocesse ben quattro. Così, si spiegano le tante cadute delle big (da Cantù a Bologna) nei campi delle pericolanti. In questa situazione, Trapani aveva forse abituato i propri tifosi sin troppo bene, durante la Regular Season, semmai erano anomali quei distacchi così netti per un tempo così prolungato. Invero riteniamo che i successi passino invece dalla sofferenza (e dalla capacità di soffrire), soprattutto quando ci si avvicina alla fase finale. Ritornando allo Shark, il primo posto alla fine dell’orologio sembra cosa fatta, con quei 8 punti di vantaggio su Cantù (ed una gara in meno) ad appena 7 giornate dalla fine. Ma andiamo ora a presentare Orzinuovi che è una neopromossa guidata dall’esperto coach Andrea Zanchi che fonda il suo credo tattico su un’asfissiante pressione sulla palla per poi spingere la transizione, con tanti giocatori che possono correre il campo, compresi i lunghi atipici che, anche ai 24’’, possono aprire il parquet con la loro atipicità, favorendo le incursioni in area degli esterni. Basket aggressivo e veloce, che ha permesso ad Orzinuovi di giocarsela con tutti (tante le gare perse sulla sirena contro le big) e, di recente, di vincere contro Cantù. Le carte in regola per la salvezza ci sono tutte. Ecco i singoli. Sul perimetro c’è la guardia, ex Piacenza e Cento, Giovanni Gasparin (1991) che garantisce tanta energia ed un apporto a tutto campo, ed in entrambi i lati del campo. In RS per lui 6 p.ti, 2.8 rimbalzi e 2.3 assist a match. Il 31% dai 6.75 ed il 49% da due sono migliorabili ma il suo contributo spesso non va nei tabellini, andando ben oltre. Giocatore di sistema, che non forza dal campo. Diligente e prezioso. Poi il play-guardia, ex Rieti e Nardò, Ruben Zugno (1996) il cui talento è indubbio, mentre la confidenza da oltre l’arco dei 6.75 è a fasi alterne (31% su quasi 5 tentativi di media), soluzione che usa tanto. Dalla media ha tirato male in RS (42% da due) ma, in generale, va detto che in campo predilige giocare per i compagni (3.5 assist di media, specialità dove eccelle), nonostante sappia mettersi in proprio. Per lui anche 10.6 p.ti, 3 falli subiti e 2.4 rimbalzi a match. Mano lesta nei recuperi. Ha saltato le ultime gare. In corsa è arrivato Paul Jorgensen, playmaker/guardia statunitense con passaporto italiano. Classe 1996 e prodotto di Butler (NCAA), ha già esperienza in Europa (Spagna, Portogallo, Polonia, Grecia). Realizzatore, grazie a mani di seta ed atletismo che lo porta ad essere incisivo anche nel traffico (ed a subire tanti falli) e a dare una mano a rimbalzo. Grande finale di RS per lui, con 17.8 p.ti, 4.5 falli subiti, 4.3 rimbalzi. Le percentuali parlano da sole, 57% da due ed un eccellente 41% da tre, nonostante le tante responsabilità di cui si carica (oltre 13 tentativi di media dal campo). Sfiora il 90% dalla lunetta. Go to guy! Doppia cifra poi per la guardia del 1994 Ennio Leonzio,ex Virtus Roma, Piacenza e Cento. Per lui in stagione regolare 11.1 p.ti, 2.9 falli subiti 2.1 rimbalzi. Tira prevalentemente da tre, con un pregevole 50% su 4 conclusioni di media. Che le mani siano educate lo testimonia anche il 92% ai liberi. Capace di trovare la bomba anche fuori equilibrio (e nei momenti caldi), se in striscia può timbrare il “ventello”. Sotto canestro troviamo il talento USA (con passaporto italiano) Grant Basile (2000), prodotto della prestigiosa Virginia Tech firmato con un pluriennale da Derthona al piano di sopra, da dove è arrivato, in corsa anche lui, in prestito. Quasi “doppia doppia” di media in regular season (20.5 p.ti + 9.5 rimbalzi), ha ottima attitudine nella lotta sotto i tabelloni. Lungo con ottima tecnica individuale, con caratteristiche sia spalle a canestro che fronte da dove può partire in palleggio punendo avversari più statici. Da lì tanti falli subiti e viaggi in lunetta. Super stoppatore (quasi 2 di media), grazie ad atletismo e lunghe leve. Ha anche raggio dalla distanza (32% da tre su 4 tentativi a match). Altri numeri? Ben 6.5 falli subiti, 56% da due (su 10 tentativi di media), 81% ai liberi. Numeri da MVP. Ruolo importante anche per l’atipica ala del 1996 Daniel Donzelli, ex Casale Monferrato, Bakery Piacenza e Chiusi, che in stagione regolare ha fatturato 6.6 p.ti (49% da due), 2.2 falli subiti, 5.2 rimbalzi ad allacciata di scarpe. Decisivo il suo gioco fronte a canestro, dove però non ha sfruttato sempre a dovere il tiro da tre (24% dai 6.75). Doti tecniche (e di velocità) che mettono in difficoltà i più statici avversari diretti. Passa bene la palla, con quasi 2 assist di media. Efficace sui cambi difensivi contro i piccoli. Ben oltre 20’ per la guardia Alessandro Bertini, classe 2002 di notevole struttura fisica. Settore giovanile a Brescia, esperienza di A2 già a San Severo, in B ha già firmato stagioni in doppia cifra. Prevalente uso del tiro da fuori (33% da tre su più di 4 tentativi), garantisce buona mano a rimbalzo (3.5) e discreti bottini, con 8.2 p.ti di media ed il 52% da due. Poco incisivo nel traffico. Perimetrale. 15’ per l’ala Nicolas Alessandrini (2001) che è un atipico che sfrutta prevalentemente il tiro dalla distanza, in virtù di buone mani. Per lui in RS 4.5 p.ti, 36% da tre, 2.4 rimbalzi. Poco incline a buttarsi nel traffico. Perimetrale. Tanta energia per il playmaker Emanuele Trapani (1999) che non ha grandi percentuali dal campo (36% da due, 26% da tre) ma garantisce difesa sul portatore di palla avversario e capacità di giocare 1c1. Per lui 3.8 p.ti, 2 falli subiti in 14’ di parquet. Buona attitudine nel mettere in ritmo i compagni. Poco spazio infine per Davide Zilli, 4/5 del 2005 e Kevin Ndzie, 5 del 2003 italo camerunense. 213 cm per lui (1.9 p.ti, 75% da due, 1.1 rimbalzi in 6’ di utilizzo medio).

Salvatore Barraco